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Il 5 giugno 1873 moriva Urbano Rattazzi, uomo politico piemontese

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5 giugno 1873: moriva Urbano Rattazzi, esponente politico della Sinistra storica

Urbano Rattazzi fu un uomo politico del 1800. Intraprese la carriera universitaria all’Università di Torino, dove conseguì la laurea in Giurisprudenza.
La sua carriera politica si avvia nel 1847, quando viene eletto deputato al Parlamento subalpino, collocandosi in una posizione di sinistra.
Presto, Rattazzi dimostra di possedere una spiccata dote oratoria, ed un carattere battagliero affine alla corrente più radicale dell’ala democratica in Parlamento.
Grazie al suo tono impetuoso, il politico piemontese conquista da subito una certa fama negli ambienti di sinistra, diventandone, nel giro di poco tempo, esponente di spicco.
Ricopre anche alcuni incarichi ministeriali che gli permettono di accumulare una notevole esperienza in campo politico.
Appartenente alla corrente di sinistra intransigente, Rattazzi conduce alcune battaglie contro il Clero. Tra i suoi primi atti ministeriali si ricorda, infatti, una circolare con cui intimava i vescovi di cessare ogni predicazione contro le istituzioni dello Stato, pena l’arresto. Egli si dichiarò, inoltre, sostenitore delle Leggi Siccardi, che abolivano alcuni privilegi del clero ecclesiastico.

La nascita della Sinistra Storica e gli anni del Connubio

Con la ripresa delle ostilità con l’Austria e l’ascesa a Presidente del Consiglio del Regno di Sardegna di un generale reazionario, Rattazzi sviluppa idee più moderate. Egli credeva infatti che un trattato di pace con Vienna fosse preferibile alla guerra, auspicata invece dalla sinistra estrema.
È, quindi, in questo scenario che crea una nuova formazione politica, denominata Sinistra Storica, collocata su posizioni di centro-sinistra e di cui diviene il principale esponente politico.
Nel 1851, le vicende francesi (l’autoproclamazione di Luigi Napoleone Bonaparte a Imperatore) diffondono la crescente preoccupazione di un radicalismo nel Regno di Sardegna.
Simili timori inducono il capo politico dell’ala conservatrice di Destra, Camillo Benso di Cavour, ad allinearsi con la Sinistra di Rattazzi, siglando il cosiddetto Connubio.
L’accordo, firmato nel 1852 dai capi politici, sancisce un’alleanza tra le due forze politiche. L’obiettivo è l’abbandono di ogni forma di radicalismo e il disegno di un programma liberale volto al rafforzamento delle libertà costituzionali ed al generale progresso civile della Nazione.
Sotto il Governo Cavour, Rattazzi ottiene l’incarico di Ministro dell’Interno. In quegli anni, tuttavia, si rafforza l’asse clericale ostile a Rattazzi. Inoltre, lo scoppio di alcuni disordini mazziniani e le pressanti critiche di alcuni politici circa la mala gestione dei moti insurrezionali, convincono Cavour ad allontanare il politico.
Nel 1862, a seguito dell’Unificazione italiana e l’avvento del Regno d’Italia, Urbano Rattazzi ottiene, però, la nomina a Presidente del Consiglio dei ministri.
La sua presidenza è tuttavia breve. Dopo gli avvenimenti di Aspromonte, in cui l’esercito regolare sabaudo viene impiegato per arrestare la marcia garibaldina su Roma, le critiche contro il suo operato costringono Rattazzi alle dimissioni.
Trascorsa un’altra, breve, esperienza governativa (1867), Rattazzi dedica gli ultimi anni della sua carriera politica al ruolo di deputato parlamentare.
Il 5 giugno 1873, afflitto da un cancro al fegato, muore nel suo appartamento, a Frosinone. Tra i suoi meriti, si ricorda la promulgazione della Legge Rattazzi che istituì gli uffici dell’Avvocatura dei poveri (gli avvocati d’ufficio).
(Articolo di Martina Santi)
(Foto tratta da Comune di Casale Monferrato)

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