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Torino, Mobileye è pronta a testare le auto senza pilota

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Torino è pronta ad accogliere la start-up israeliana da 15 miliardi di dollari; la sindaca, Chiara Appendino:«Un’occasione unica».

La Mobileye è un’azienda tecnologica israeliana che sviluppa sistemi avanzati di assistenza alla guida i quali sono volti a fornire avvertimenti ed a prevenire collisioni. Fu fondata nel 1999 daAmnon Shashua e Ziv Aviram ma, nel 2017, è stata acquisita da Intel. Motivo? Costruire auto senza pilota dotate di guida autonoma ed iperconnessa in modo da compiere un deciso passo verso il futuro. La nuova start-up vale ben 15,3 miliardi di dollari e sembra essere pronta a portare avanti il progetto. La città di Torino, secondo Mobileye, pare essere il terreno ideale su cui cominciare a muoversi.

Nel mese di aprile, infatti, il capoluogo piemontese ha firmato il protocollo d’intesa volto a dare il via libera alla sperimentazione della guida autonoma. Nella giornata del 31 maggio, al trentunesimo piano del grattacielo dell’Intesa San Paolo di Torino, si è svolto l’incontro tra l’attuale manager e direttore delle vendite della compagnia israeliana, Raz Peleg, ed i rappresentanti di Iren. «La nostra missione è salvare il mondo dagli incidenti stradali» commenta Peleg.

Durante l’incontro, sul maxi schermo vengono trasmessi video ed immagini raffiguranti piloti al posto del conducente intenti a non utilizzare il volante e dei sistemi intelligenti in grado di frenare automaticamente per qualsiasi evenienza. In molti avrebbero già scommesso sul progetto della Mobileye, tra cui Goldman Sachs, Bmw e Fiat Chrysler. «Non dipende solo dall’industria, ma anche dai regolatori» dice Peleg e, a detta sua, i regolatori di Torino sono pronti.

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A questo punto, considerando il fatto che la Città strizza l’occhio al progetto, Mobileye ed Iren hanno intenzione di mappare la città in modo da programmare lo sviluppo delle tecnologie. L’obiettivo iniziale è testare le auto autonome di livello 3 per poterle mettere in commercio a partire dal 2020. Peleg, infine, sogna in grande: «Probabilmente, tra 15 anni non guideremo più».



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