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Il 2 giugno 1882 moriva Giuseppe Garibaldi, eroe del Risorgimento italiano

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Il 2 giugno si ricorda l’anniversario di morte di Giuseppe Garibaldi, grande condottiero italiano che contribuì all’unificazione dell’Italia

Giuseppe Garibaldi nacque nel 1807 a Nizza. Influenzato dalle correnti romantiche e seguendo la scia del padre (commerciante marittimo), fin dalla tenera età il giovane intraprendere la vita del marinaio.
Nel 1836 raggiunge le coste latine di Rio de Janeiro, dove vive per 12 anni. In quella terra si costruisce l’esperienza militare e guerrigliera del futuro generale rivoluzionario. Interessato alla vita politica del Brasile, infatti, Garibaldi partecipa alle prime imprese di guerriglia, sviluppando una notevole abilità nell’azione a sorpresa.
Qui incontra, inoltre, Anna Maria Ribeiro da Silva, meglio nota come Anita, sua compagna di vita.

L’attivismo rivoluzionario in Italia

Pur vivendo in America Latina, Giuseppe Garibaldi non perde interesse per i movimenti patriottici che si stavano diffondendo in Europa. Anzi, il generale si appassiona particolarmente alle idee mazziniane, tanto da chiamare la propria imbarcazione “Mazzini”.
Nel 1848, lo scoppio dei moti di indipendenza in Italiainduce Garibaldi a tornare nel Paese, dove combatte in difesa della Repubblica Romana. La sconfitta subita per mano delle forze francesi, alleate a Papa Pio IX, costringe Garibaldi ad un periodo di vagabondaggio.
A partire dal 1858, tuttavia, il generale riprende le sue operazioni di guerriglia, grazie anche all’avallo di Cavour e Vittorio Emanuele. La più nota fra queste è senz’altro la spedizione dei Mille, da lui stesso promossa e guidata. Quell’operazione militare ne fece l’eroe del Risorgimento italiano.

Gli anni dopo l’Unificazione

A seguito dell’unificazione italiana, i rapporti fra il governo e Garibaldi si incrinano. Il guerrigliero accusa, infatti, i politici italiani di non aver adeguatamente riconosciuto il merito dei Mille.
Al contrario, la sua fama internazionale cresce notevolmente, tanto da essere al centro degli interessi di Abraham Lincoln. Di fronte lo scoppio della Guerra di Secessione americana, il Presidente degli Stati Uniti gli affida, infatti, un posto di prestigio nella guida del conflitto. Garibaldi, tuttavia, non soddisfatto della posizione militare che avrebbe ricoperto, rifiuta l’incarico e si reca a Londra.
Nel 1862, dopo il fallito tentativo di conquista dei territori pontifici, ostacolato dallo stesso esercito italiano, Garibaldi trascorre un breve periodo in carcere. Gli eventi che si susseguono vedono il rivoluzionario impegnato nella rivalsa contro Roma, conquistata il 20 settembre 1870, a seguito di alcune operazioni.
Nel 1871, dopo la sconfitta nella battaglia Franco-Prussiana, il generale si ritira ufficialmente dalla scena militare. Si reca così a Caprera, in Sardegna, dove trascorre i suoi ultimi anni di vita.
Giuseppe Garibaldi muore, infine, nel 1882, all’età di 75 anni.

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