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Torino, i fuochi di San Giovanni saranno spostati in piazza Castello: il Comune richiede autorizzazioni in tempi record

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Torino, i fuochi di San Giovanni saranno spostati in piazza Castello: il Comune deve ora ottenere tantissime autorizzazioni in tempi record

 

A Torino, i fuochi di San Giovanni rappresentano una delle ricorrenze più importanti dell’anno. Uno spettacolo unico, che si traduce in un immenso piacere per gli occhi grazie ai colori e alle coreografie realizzate.

 

Da quest’anno, però, molti degli aspetti di questa festa cambieranno. Come già anticipato in precedenza, lo spettacolo abbandonerà piazza Vittorio Veneto. Una scelta presa per motivi di sicurezza, poiché piazza Vittorio presenta undici accessi. Una condizione che obbligherebbe a militarizzare la zona, e a mobilitare centinaia di uomini tra forze dell’ordine e volontari. Senza contare che, l’anno scorso, hanno preso parte all’evento non più di 30mila persone. Cifre irrisorie, se si pensa che, in genere, sono più di 100mila i partecipanti.

 

Inoltre, i fuochi tradizionali saranno sostituiti da 200 droni luminosi. Una novità molto costosa, che sarà finanziata da sponsor privati. Lo sforzo economico richiesto è di circa 500mila euro: un salasso, in confronto ai 50mila euro spesi per i fuochi.

 

Permessi e ostacoli

 

Il Comune di Torino, dunque, sta pensando a una location sempre suggestiva, ma con una superficie più ristretta. Location individuata in piazza Castello. Un luogo abbastanza grande e caratteristico della città, in pieno centro, che richiamerebbe l’attenzione di tantissimi interessati.

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Per fare ciò, servono le autorizzazioni di Sovrintendenza e Prefettura, che si dovranno pronunciare in oltre un mese. Tempistiche abbastanza prolungate, tenendo conto che a San Giovanni mancano solo quaranta giorni. I pareri e i consensi non dovranno essere forniti solo sulla piazza designata, ma anche sulle modalità di svolgimento dell’evento. I droni, infatti, occuperanno il cielo torinese in momenti in cui il traffico aereo è attivo. Nelle ore dello spettacolo, infatti, sono ancora in movimento i voli di linea di Caselle, oltre ai mezzi utilizzati dagli operatori sanitari e dalle forze dell’ordine.  Tutto dovrà dunque essere bloccato temporaneamente.

 

Infine, bisognerà pensare alle possibili prove di volo. In tempi così stretti non sarà possibile effettuare manovre e test prima del 24 giugno. Anche qui, bisognerà sciogliere numerosi nodi sulla sicurezza.

 

Sono ancora tanti, da come si può dedurre, gli ostacoli da superare. Occorrerà ottenere tutti i permessi in tempi record e sperare che tutto vada per il verso giusto. Un San Giovanni insolito, quello di quest’anno, che presenta presupposti tutt’altro che rassicuranti.

 

(Foto tratta chiaraappendino.it)



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