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Torino, i fuochi di San Giovanni lasciano piazza Vittorio: si cerca uno spazio più piccolo

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Torino, i fuochi di San Giovanni lasciano piazza Vittorio: il Comune è alla ricerca di uno spazio più piccolo

Torino, i fuochi di San Giovanni si apprestano a lasciare piazza Vittorio Veneto. La tradizionale celebrazione del Santo Patrono della città abbandona la location tradizionale, e lo fa per diverse ragioni.

La necessità di garantire sicurezza

Innanzitutto, è il Comune di Torino a disporre questa novità. L’amministrazione comunale intende proporre un evento che sia in grado di rispettare tutti i canoni di sicurezza stabiliti. Una piazza come come piazza Vittorio, che conta undici accessi, richiede una organizzazione militare. Un po’ quello che è successo l’anno scorso, quando furono impegnati 900 uomini tra volontari e membri delle forze dell’ordine.
La naturale conseguenza sarebbe la creazione di un clima tutto fuorché festoso, visti i controlli necessari per permettere l’accesso a tutti i partecipanti.

La questione relativa al pubblico

Urge dunque trovare uno spazio più piccolo, ma non solo per questioni di sicurezza. Oltre a salvaguardare l’incolumità dei torinesi, l’obiettivo di Palazzo Civico è quello di evitare flop di pubblico.
Nel 2017, a sole tre settimane di distanza dai tragici fatti di piazza San Carlo del 3 giugno, accorsero appena 30mila persone. Una cifra irrisoria, se si pensa che, in genere, un evento simile richiama anche 100mila partecipanti.

I droni e i maggiori costi

Un’altra grande novità, anche anticipata in precedenza, riguarda i fuochi nel concreto.
Non ci saranno più i tradizionali botti, che inquinano (e fanno salire il livello del Pm10, anche se per pochi istanti) e che spaventano gli animali. Saranno sostituiti dai droni luminosi, che si esibiranno in aria e riprodurranno coreografie grazie a un software. Il tutto sarà accompagnato da musiche di sottofondo.
Ma quanto costerà questa innovazione? Si parla di circa mezzo milione di euro. Una cifra sproporzionata, se si pensa che i fuochi tradizionali richiedono un costo di 50mila euro.
Per questo, oltre alla location, sono da definire anche gli sponsor privati che dovranno finanziare l’evento. Le casse pubbliche, al momento, non possono permettersi di sostenere uno sforzo economico così importante.
Manca poco più di un mese, e gli interrogativi a cui dare una soluzione sono ancora numerosi.

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