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Da lunedì sarà in vendita il marchio del Salone del Libro: Torino rischia di perdere l’evento

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Da lunedì sarà in vendita il marchio del Salone del Libro: Torino rischia di perdere l’evento già dal prossimo anno

Lo svolgimento del Salone del Libro a Torino è a serio rischio.
A partire da lunedì 14 maggio, infatti, il marchio dell’evento sarà messo in vendita. Non ci sarà la creazione di una nuova fondazione incaricata della gestione, e quella attualmente titolare del marchio è in fase di liquidazione.
Proprio il marchio, per fare fronte alle richieste dei creditori (sempre più numerosi e sempre in attesa che vengano saldati i debiti), sarà letteralmente svenduto. Il valore economico dal quale si partirà all’asta di assegnazione sarà di 160mila euro. Una cifra irrisoria: con questa somma sarà possibile acquistare non solo il marchio, ma anche le strutture in cui allestire l’evento.
Una vendita a prezzo di saldo, che ha subito attirato l’attenzione di numerosi investitori. Chi sarà in grado di comprare il marchio, infatti, potrà disporre del logo e stabilire la location del Salone già a partire dal 2019.
Su questo fronte si è già fatta avanti la Gl Events. La società, che è già proprietaria di Lingotto Fiere, potrebbe rappresentare l’ipotesi migliore, poiché avrebbe interesse a mantenere qui l’evento.
Bisognerà fare però i conti con gli investitori milanesi, che non vedono l’ora di mettere le mani su una manifestazione così importante. Lo scopo è quello di rimpiazzare “Tempo di Libri“, il fallimentare evento parallelo a SalTo.
La contesa sarà aperta fino all’ultimo, ma in Piemonte non si respira aria di ottimismo. Anzi. Ciò che è certo è che la proprietà e la gestione del marchio passeranno dal settore pubblico al privato.

Le conseguenze di un possibile addio a Torino del Salone

Si tratterebbe di un colpo durissimo per Torino. Le recenti indagini dell’Università di Torino hanno dimostrato come il Salone del Libro sia in grado di generare imponenti ricadute economiche sul territorio, quantificate in svariate decine di milioni di euro.
La perdita di una kermesse così importante rappresenterebbe un dramma, vista la sua importanza a livello locale e il business che muove. Sarà una delle priorità della Regione Piemonte il mantenimento a Torino della rassegna. L’anno prossimo, infatti, si svolgeranno le elezioni Regionali. In caso di trasferimento della manifestazione in un’altra città, Sergio Chiamparino si troverebbe a fare i conti con un problema enorme, che metterebbe in discussione la sua leadership. Servirà dunque il massimo impegno per evitare che il Salone del Libro resti all’ombra della Mole.

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