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Torino, la bambina di pietra usata come leva per truffe: donazioni da 30 euro richieste per aiutare la piccola Bea

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Torino, la bambina di pietra usata come leva per truffe: donazioni da 30 euro richieste per aiutare la piccola Bea, nonostante sia morta lo scorso febbraio

 

A Torino, la bambina di pietra torna a far parlare di sé.

 

Parliamo della piccola Bea, la famosa bimba torinese che è morta a otto anni lo scorso febbraio per la sua gravissima malattia. La sua patologia, derivante dalla calcificazione di una frattura al polso, le impediva di crescere e camminare. Un male incurabile, che aveva anche dato origine al suo soprannome e che aveva fatto conoscere la sua storia a tutta l’Italia.

 

In ricordo della piccola, i genitori (anche la madre, purtroppo, è deceduta all’età di 35 anni, per un tumore) hanno lanciato numerose iniziative benefiche. Questi progetti, però, sono stati riprodotti da alcuni truffatori, ovviamente a scopo di lucro.

 

Numerosi commercianti di Nichelino e di altre città alle porte di Torino hanno infatti denunciato di essere stati contattati da presunti benefattori, che hanno dichiarato di essere impegnati nella raccolta di fondi per Bea. I truffatori dicevano ai loro interlocutori di chiamare dall’Ospedale Infantile Regina Margherita, chiedendo donazioni da almeno 30 euro per provvedere al finanziamento delle cure e dei farmaci per la bambina, che stava male e aveva bisogno interventi tempestivi.

 

Sull’accaduto sono intervenuti i familiari, che hanno precisato che, al momento, non è in corso alcuna raccolta fondi da parte dell’ospedale o della famiglia per ricordare o finanziare progetti che possano riguardare la piccola Beatrice. Tutti coloro che sono stati o che saranno contattati sono dunque invitati a telefonare immediatamente alla polizia, ai carabinieri o alla polizia municipale per denunciare l’accaduto.

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