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Villa Abegg, pronto un bando per il rilancio della tenuta in stile barocco

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Villa Abegg, pronto un bando per il rilancio della tenuta in stile barocco
Villa Abegg, pronto un bando per il rilancio della tenuta in stile barocco

Villa Abegg, pronto un bando per il rilancio: la splendida tenuta in stile barocco sarà trasformata in un polo culturale

 

Villa Abegg si prepara a vivere una nuova fase della propria vita.

 

La splendida tenuta in stile barocco appartiene ormai dal 1992 alla Compagnia di San Paolo, che vi ha stabilito la sede del proprio Archivio Storico.

 

Negli ultimi anni, la struttura è stata lasciata parzialmente in disuso. Ciò ne ha causato il degrado, dovuto al passare del tempo e alla scarsa cura. Ora, però, è giunto il momento di effettuare un restyling.

 

La Compagnia di San Paolo ha intenzione di aprire un bando, al quale potranno aderire enti, italiani, stranieri, pubblici e privati, singoli o in gruppo. L’obiettivo è quello di attirare risorse materiali ed economiche per far rinascere la Villa. Questa dovrà essere trasformata in polo culturale e creativo, per poter coinvolgere il maggior numero di persone, provenienti da ogni dove, nella rinascita di questo gioiello.

 

Cenni storici su Villa Abegg

 

Villa Abegg deve il suo nome al suo ultimo proprietario privato, l’industriale tessile svizzero Werner Abegg.

 

La sua realizzazione è stata fortemente voluta dalla consorte di Vittorio Amedeo I di SavoiaCristina di Borbone-Francia, che dispose, nel 1622, l’acquisto del terreno e del villino che lo occupava. Demolito il villino, fu costruito un vero e proprio palazzo, progettato da Amedeo di Castellamonte e costruito fra il 1648 ed il 1653. Un edificio costituito da un corpo centrale e due ali laterali, da un parco con giardino, viale alberato, peschiere e pergolati.

 

Dopo la morte di Cristina, avvenuta nel 1653, fu utilizzata dalle amanti del figlio, Carlo Emanuele II. Deceduto quest’ultimo, la vedova decise di vendere la villa nel 1679 all’Ospedale di Carità, dal quale fu riacquistata solo cinque anni dopo dal figlio Vittorio Amedeo.

 

Qui iniziò a vivere la “Contessa di Verrua“, conosciuta per essere l’amante di Vittorio Amedeo. Vi rimase fino al 1703, quando la villa venne occupata da un grosso contingente militare. La struttura fu poi convertita in come palazzo di rappresentanza ,fino al 1707, anno in cui venne acquistata nuovamente dall’Ospedale di Carità.

 

Nel 1724, il complesso fu ceduto ad un certo Buscaglione, il quale  la rivendette presto ai Missionari della Congregazione di San Vincenzo de’ Paoli.

 

Nel 1797 , la villa venne riacquistata da Carlo Emanuele IV. L’occupazione francese del Piemonte ne determinò però la confisca, in seguito alla cacciata in Sardegna di Carlo Emanuele. Fu dunque abitata per soli due anni da Paolina Borghese. Dopodiché, la villa fu privata delle due ali.

 

In seguito fu utilizzata come ricovero per feriti delle campagne di Napoleone, mentre con la restaurazione del 1814 la villa tornò ad essere di proprietà dei Savoia. Vittorio Emanuele I decise di venderla a una certa signora Morelli in Rosso. Da quest’ultima passò alla famiglia Prever e, nel 1932, fu comprata da Werner Abegg, un industriale svizzero.

 

Attualmente, come detto in precedenza, la villa è di proprietà del Comune di Torino e vi ha sede l’Archivio Storico della Compagnia di San Paolo.

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