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Le startup in Piemonte non decollano: ferme una su quattro

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Le startup in Piemonte non decollano: ferme una su quattro
Le startup in Piemonte non decollano: ferme una su quattro

Il Piemonte è al terzultimo posto in tutta Italia per il lancio di nuove startup: cosa fare?

Parola chiave è: rendere più forte la filiera delle startup piemontesi. L’epoca delle startup sta terminando? No, ma bisogna dare un forte scossone e procedere al cambiamento. L’idea del rettore del Politecnico di Torino è quella di creare dei centri di ricerca per portare le idee più vicine al mercato, come il modello dei Fraunhofer in Germania, in modo da far partire startup più robuste.

Questo dovrebbe essere un modo positivo per trattenere le giovani leve del lavoro in Italia, in special modo nel territorio piemontese. Molti dei neolaureati si rivolgono alle grandi aziende e spesso lasciano il Bel Paese.

Poche le aziende che riescono a decollare, molte rimangono “nane”, raramente riescono ad arrivare al livello successivo, cioè trasformarsi in PMI. Insomma, una su quattro sparisce.

Far crescere le imprese emergenti o puntare sulla novità? Questo è dilemma che affligge la Camera di Commercio. Il processo per diventare startup innovativa già oggi non è una passeggiata. Si parte con un’idea, che viene valutata da una commissione e, se ritenuta valida, viene inserita in un cammino di accompagnamento, una «pre-incubazione», fatta di analisi di mercato, business plan, testing. Infine, se le carte sono in regola e la proposta è innovativa, l’impresa viene incubata.

Solo in Piemonte ci sono 462 startup iscritte al registro delle imprese. Di queste il 69% si sviluppa a Torino. I settori preferiti dalle imprese innovative piemontesi sono i servizi per il 71,4%, l’industria e l’artigianato per il 22,1%, il commercio 4,8% e solo l’1,1% sceglie di operare nel turismo.

Penalizzate le donne: l’ 85% delle imprese risulta a prevalenza maschile, solo il 3,6% è esclusivamente rosa e il 10% misto. Le imprese giovanili, ossia con prevalenza di addetti sotto i 35 anni, sono solo il 26%. Anche gli stranieri per il momento non hanno grande presenza (solo lo 0,5%), mentre il 97,6% è a prevalenza italiana.

(credit foto: urban post)

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