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1 aprile 1860: l’approvata la legge che regolamenta la prostituzione in Piemonte

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1 aprile 1860: l'approvata la legge che regolamenta la prostituzione in Piemonte
1 aprile 1860: l'approvata la legge che regolamenta la prostituzione in Piemonte

1 aprile 1860: 158 anni fa ci fu l’approvazione della legge che regolamentava la prostituzione in Piemonte

Il 1° aprile 1860 rappresenta una data storica per la nostra regione: esattamente 158 anni fa venne approvata la prima legge che regolamentava la prostituzione in Piemonte.
Una disposizione fondamentale, che riuscì a risolvere non pochi problemi per quell’epoca. Già nel 1855, con un provvedimento di Urbano Rattazzi, fu istituito un apposito ufficio sanitario per le prostitute. Una misura provvisoria e superficiale, che fu integrata successivamente da altre normative.
In quel periodo, i più assidui frequentatori di prostitute erano i soldati. Pur divertendosi, i militari andavano incontro a numerosi rischi per la propria salute, vista l’ampia diffusione delle malattie veneree. Per scongiurare una drastica diminuzione del volume delle truppe, Camillo Benso decise di studiare una nuova legge.
Il Conte di Cavour decise così di portare avanti un nuovo progetto: una normativa in grado di regolamentare la professione in sé delle prostitute e le modalità di esercizio. La norma entrò ufficialmente in vigore il 1° aprile 1860, con validità per tutta l’Alta Italia, fino alla Toscana.

I dettagli della legge

Con questa legge, veniva istituito un apposito registro delle meretrici, che vincolava le stesse a pagare le tasse sulle proprie prestazioni. Una mossa geniale, che portò nelle casse pubbliche una buona quantità di liquidità. Senza contare che, a beneficiare di tutto ciò, fu anche e soprattutto il decoro pubblico, viste le scene di degrado visibili quotidianamente nelle città del Regno. Scene notevolmente ridotte, vista l’apertura di questi appositi edifici.
Le prostitute potevano inoltre operare in tre tipi di strutture diverse. C’erano quelle economiche (destinate ai poveri e agli studenti), quelle intermedie (per la classe borghese) e quelle di lusso (per i ricchi).
Tutte le lavoratrici erano sottoposte a severi controlli sanitari, pagati dalle meretrici stesse, che avvenivano ogni due settimane. Nel caso in cui fossero state riscontrate malattie o irregolarità, le prostitute sarebbero state internate in un sifilicomio, dal quale era vietata la fuga (pena l’arresto).
Insomma, una legge che prevedeva una serie di punti molto interessanti, avanti per il contesto storico di riferimento. Occorre tenere conto che, al giorno d’oggi, non mancano nemmeno le proposte politiche per emanare normative che riprendano molte delle condizioni esposte in questa legge. Ciò rimarca la grande lungimiranza di Cavour, per i suoi progetti moderni e funzionali.
(Foto tratta da Wikipedia)

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