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I progetti per le periferie di Torino scelti dai “like” dei cittadini: proteste per gli esiti

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I progetti per le periferie di Torino sono stati scelti dai “like” dei cittadini: proteste per gli esiti, che hanno premiato iniziative meno urgenti

I progetti per le periferie di Torino sono una delle priorità dell’amministrazione comunale.
Recentemente è stato dato il via libera al piano AxTO, che permetterà di effettuare 235 interventi nelle aree periferiche della città. Interventi che avranno un costo di 45 milioni di euro, e che saranno interamente finanziati dal Governo.
A breve, però, altre iniziative che riguardano le zone meno centrali di Torino saranno proposte e attuate. Nello specifico, in città cominceranno ben 17 nuovi progetti, per un investimento complessivo di un milione di euro. Di questi, 4 avranno un costo di 100mila euro e 13 saranno finanziati con una cifra inferiore a 50mila euro.
Si tratta di progetti selezionati: il numero totale delle proposte pervenute ammontava a 73. Ne sono dunque state scartate 56. Ciò che ha fatto più discutere i rappresentanti delle varie forze politiche, però, è il metodo con il quale le iniziative sono state premiate o bocciate.
Palazzo Civico, infatti, ha dato modo anche ai cittadini di esprimersi in merito alle opportunità disponibili. La giuria popolare (composta da 9mila persone) ha potuto esternare la propria volontà tramite i social, votando i progetti con un “Like”. Il giudizio dei cittadini è stato poi integrato con quello dei tecnici, con questi ultimi privilegiati nel valore del proprio voto.
Dalle votazioni, che hanno tenuto conto del parere degli addetti ai lavori e dei cittadini, è emersa la tendenza a premiare progetti ritenuti meno utili e urgenti dai tecnici. Ne è esempio il finanziamento concesso a “Torino Città Aumentata“, portato avanti da Bepart con lo scopo di creare percorsi narrativi sullo smartphone per le esposizioni al Museo d’arte urbana.
Una situazione che ha fatto scattare il disappunto delle opposizioni, che chiedono ora un confronto all’amministrazione comunale per ridiscutere la validità del metodo di votazione e il riutilizzo dei fondi. Un confronto che, molto probabilmente, si rivelerà inutile, poiché Palazzo Civico non è intenzionato a rivedere la sua proposta.


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