Home Articoli HP La riqualificazione dell’ex Westinghouse continua a tardare: nessun progetto concreto

La riqualificazione dell’ex Westinghouse continua a tardare: nessun progetto concreto

1212
SHARE

Torino, la riqualificazione dell’ex Westinghouse non prende forma: non ci sono ancora progetti per l’ex fabbrica di freni

La riqualificazione dell‘ex Westinghouse continua a non trovare sbocchi.
Non c’è, al momento, nessun progetto concreto per il suo rilancio. Una situazione di degrado che va avanti dal 2001. Sedici lunghi anni di abbandono, progetti, consultazioni, che però non hanno portato nessun risultato.
Appena dopo la chiusura delle funzioni industriali, il complesso situato tra via Paolo Borsellino e corso Vittorio Emanuele II avrebbe dovuto cambiare destinazione. Sarebbe dovuto diventare un polo culturale, progettato dalla celebre archistar Mario Bellini. Sarebbero sorti una biblioteca, un teatro da 1200 posti e un centro congressi. Costo dell’opera: 200 milioni di euro, con una parcella da 16 milioni per la progettazione. Nulla di tutto ciò ha mai preso il via: la crisi economica ha fatto sì che il denaro non potesse mai essere reperito. Tutto dunque si è arenato.
L’ultima proposta risale al 2013. L’azienda Amteco Maiora aveva (e tutt’ora ha) intenzione di costruire un supermercato a marchio Esselunga, un albergo e un centro congressi da 5mila posti. Una proposta allettante, che porterebbe nelle casse pubbliche 20 milioni di euro. Una cifra che era già pronta per essere versata, e che non è stata consegnata perché mancavano i pagamenti di alcuni diritti edificatori. Ma non solo: l’azienda sarebbe disposta anche a investire 100 milioni di euro per questo progetto. Lo scorso ottobre, però, il TAR ha negato l’autorizzazione a procedere.
La riqualificazione dell’ex Westinghouse rimane dunque ancora al palo. Una sola novità sembra poter rappresentare una piccola svolta. La società Novacoop, dopo il respingimento del ricorso da parte del TAR nel mese di ottobre, ha deciso di presentarsi al Consiglio di Stato. Si tratta di un’ultima disperata mossa per tentare di riprendere in mano le redini della situazione, poiché questo è l’ultimo grado di giudizio.
La strada si preannuncia in salita, perché le casse comunali non vivono il loro miglior periodo. Inoltre, Palazzo Civico ha l’appoggio degli ambientalisti sulla decisione di non portare avanti il progetto, poiché potrebbe sparire il giardino Artiglieri da montagna. Trovare un punto di incontro pare davvero essere un’impresa difficilissima.
(Foto tratta da SkyscraperCity)

Commenti

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here