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Olimpiadi 2026, Appendino non si arrende: scriverà al CONI per manifestare l’interesse della città

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Olimpiadi 2026, Appendino non si arrende: la sindaca scriverà al CONI per manifestare l’interesse della città: ultimo tentativo per portare i Giochi a Torino

Le Olimpiadi 2026 continuano a far discutere, soprattutto all’interno delle istituzioni.
Nonostante la situazione precaria della maggioranza in Comune, visto il dissenso manifestato platealmente da cinque consiglieri pentastellati, Chiara Appendino non sembra essere intenzionata a darsi per vinta. La prima cittadina ha intenzione di portare avanti la sua intenzione di regalare al capoluogo piemontese un bis dei Giochi Olimpici, a distanza di vent’anni.
Una enorme opportunità dal punto di vista turistico ed economico, che Palazzo Civico ha tutta l’intenzione di cogliere. Ora, però, alla luce di quanto è successo in questi ultimi due giorni, occorre prendere una posizione precisa, che comporterà ovviamente svariati rischi. Uno di questi è sicuramente la stabilità della maggioranza, come detto.

Le sensazioni di Palazzo Civico

Nella fattispecie, Appendino ha dichiarato di voler scrivere al CONI per inoltrare la manifestazione di interesse della città. Una mossa che trova spiegazione nelle parole proprio di Appendino, che ha voluto sottolineare gli aspetti positivi e negativi di un evento di simile portata. La sindaca ha infatti evidenziato i grandi risultati raggiunti da Torino in ambito turistico e culturale, poiché la fama della città è notevolmente cresciuta a livello internazionale. Restano comunque i debiti causati dall’organizzazione dei Giochi e gli sprechi per le strutture inutilizzate: condizioni negative con le quali Torino si trova ancora oggi a fare i conti.
Prendendo atto di entrambi gli aspetti, Appendino ha comunque affermato la sua volontà di proseguire. Sarà presentato un progetto sostenibile, soprattutto dal punto di vista economico. Un progetto che metterà al centro di tutto il riutilizzo di strutture già esistenti, per garantire un enorme risparmio nei costi di realizzazione.
Ora la palla passa al CONI. Quest’ultimo, visti i tentennamenti torinesi, potrebbe ancora decidere di virare su una candidatura di Milano, del Veneto o del Trentino Alto Adige. Scenari, questi, che potrebbero concretizzarsi e causare più di un rimpianto.

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