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Olimpiadi 2026 a Torino, arriva anche il via libera del sindaco Appendino per la candidatura

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Olimpiadi 2026 a Torino, arriva anche il via libera del sindaco Appendino per la candidatura del capoluogo piemontese: dovranno essere rispettate alcune condizioni obbligatorie

Chiara Appendino si è finalmente espressa sulla possibilità di formalizzare la candidatura per le Olimpiadi del 2026 di Torino. 
La prima cittadina si è infatti dichiarata favorevole a questa eventualità, dopo un lungo periodo di silenzio. Un silenzio dettato dalla volontà di Palazzo Civico di non esporsi nel periodo precedente alle elezioni dello scorso 4 marzo. E non solo. I tentennamenti dell’amministrazione comunale erano soprattutto legati ai malumori manifestati da alcuni consiglieri comunali. Questi ultimi rischiavano (e rischiano) di mettere in discussione la stabilità numerica della maggioranza.
Viste le condizioni, sulle quali pesavano anche le proteste dei NO TAV e dei consiglieri regionali pentastellati, la situazione presentava più di una incertezza.
I dubbi, però, sono stati sciolti grazie all’intervento di Beppe Grillo. La figura più importante del M5S ha espresso la sua approvazione per la candidatura del capoluogo piemontese. Il comico genovese ha sottolineato la necessità di cogliere questa occasione per potenziare il rilancio economico della nostra città.

Le raccomandazioni di Appendino

Ricevuto il benestare di Grillo, i vertici di Palazzo Civico hanno deciso di rendere noto il proprio consenso per l’eventuale candidatura.
Appendino, però, ha tenuto a sottolineare la necessità di rispettare alcune condizioni obbligatorie per lo svolgimento dei Giochi all’ombra della Mole.
Innanzitutto, per gli Enti Locali non devono essere generati debiti di nessun importo. Per soddisfare questa richiesta sarà fondamentale il recupero e il riuso del patrimonio impiantistico, residenziale e infrastrutturale già esistente.
Sarà una priorità anche la sostenibilità, in qualsiasi ambito. La sostenibilità riguarderà l’ambiente, la mobilità, l’energia e il lavoro. Ci sarà inoltre il controllo dell’ANAC, che contribuirà a tutelare la legalità nello svolgimento delle operazioni.
Insomma, una ricetta ben chiara, che dovrà essere applicata alla lettera per portare avanti il sogno di vedere nuovamente le Olimpiadi a Torino.

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