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Beppe Grillo approva la candidatura di Torino per le Olimpiadi del 2026: Palazzo Civico orientato a dare il proprio benestare

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Beppe Grillo approva la candidatura di Torino per le Olimpiadi del 2026: ora Palazzo Civico è orientato a procedere con la partecipazione al bando di assegnazione

La candidatura di Torino per le Olimpiadi del 2026 è sempre più vicina.
Si tratta di uno degli eventi più importanti dello sport, che potrebbe fare ritorno nella nostra città a distanza di vent’anni dai Giochi Olimpici del 2006.
Una grande occasione per la nostra città, che 12 anni fa ha saputo sfruttare la rassegna sportiva per affermarsi a livello internazionale, soprattutto in ambito turistico. Un evento che ha cambiato radicalmente il volto del capoluogo piemontese, ora molto più votato alla valorizzazione delle proprie bellezze e all’accoglienza dei visitatori, ogni anno sempre più numerosi.
Per consolidare questa realtà, per Torino si è fatta avanti nuovamente questa ipotesi. Una possibilità concreta, data dalla volontà del CIO di assegnare i Giochi a una città che già li ha ospitati. Questo perché l’obiettivo principale è quello di dare vita a una manifestazione a basso impatto ambientale, che rispetti gli standard ecologici imposti e che, soprattutto, non preveda esborsi troppo onerosi.
Nella fattispecie, solo una città risponde a tutte i requisiti presentati: Torino. La possibilità di vedere nuovamente le Olimpiadi all’ombra della Mole ha fatto mobilitare molte personalità e molti enti, pubblici e privati. Si sono dichiarati favorevoli i Comuni delle valli Olimpichela Federazione Sci, il Presidente della Regione, Sergio Chiamparino, e la Camera di Commercio di Torino.
Quest’ultima, in particolare, ha presentato un interessante dossier, contenente costi e dettagli del progetto.

Le impressioni di Palazzo Civico

Il dossier presentato dalla Camera di Commercio prevede il riutilizzo di tanti impianti già esistenti.
Tra questi non mancano quelli funzionanti, spesso usati per competizioni e per turismo. Oltre a questi, però, esistono anche complessi inutilizzati e abbandonati a loro stessi, che hanno bisogno di un restauro e di opere in grado di renderli moderni.
Insomma, una serie di grandi operazioni che riguarda città e provincia, che prevede un costo massimo di due miliardi di euro. Una cifra elevata, che però è inferiore di un miliardo rispetto a quanto fu speso nel 2006. Un risparmio non indifferente, che spinge a pensare a Torino per le Olimpiadi del 2026 come location più che idonea.
Nella giornata di ieri, però, una questione ha tenuto banco in maniera particolare: il netto distacco dell’amministrazione comunale dal dossier presentato. Palazzo Civico ha tenuto a precisare che nessuno studio o dossier è da attribuire al Comune.
Una posizione netta, che ha fatto pensare alla volontà della Giunta di non procedere con la candidatura.

I motivi delle indecisioni e il parete di Grillo

La Giunta Appendino sembra essere molto combattuta, soprattutto a causa del parere contrario di cinque consiglieri comunali del M5S. Poche unità, che però risultano determinanti per il prosieguo dell’amministrazione grillina.
Come se non bastasse, anche i NO TAV e gli esponenti pentastellati in Regione sono scettici sull’organizzazione delle Olimpiadi a Torino.
A dare una grossa mano alla nostra città è stato però Beppe Grillo. Il leader del Movimento, infatti, è stato interpellato direttamente dal Sindaco Appendino. Il comico genovese ha affermato la necessità di cogliere questa opportunità, unica per il rilancio della città e per spingere lo sviluppo locale. Una mossa decisiva, che potrebbe mettere finalmente tutti d’accordo.
Si tratta dunque di una partita ancora aperta, che però sembra vedere favorito il fronte del “Sì”. Ciò che è certo è che il presidente del CONI, Giovanni Malagò, sta aspettando con impazienza una risposta dal Comune di Torino, che dovrà arrivare nel più breve tempo possibile. Ancora pochi giorni di attesa e si saprà cosa succederà.

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