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Olimpiadi a Torino nel 2026, pronto il progetto di fattibilità: i dettagli e i costi delle opere

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Italy's Sofia Goggia takes part in the 3rd training of the Alpine Skiing Women's Downhill at the Jeongseon Alpine Center during the Pyeongchang 2018 Winter Olympic Games in Pyeongchang on February 20, 2018. / AFP PHOTO / Dimitar DILKOFF

Olimpiadi a Torino nel 2026, pronto il progetto di fattibilità: sono stati resi noti i dettagli e i costi delle opere, per una spesa totale di 900 milioni di euro

Il via libera del CONI per lo svolgimento delle Olimpiadi a Torino nel 2026 è stato l’ultimo tassello fondamentale di una lunga battaglia.
Una battaglia che ha visto protagoniste Torino e Milano, concorrenti di lusso per la candidatura per i Giochi Olimpici che si terranno tra otto anni. Con l’ok di Malagò e con il sostegno di numerosi enti, il capoluogo piemontese si prepara a presentarsi al CIO con un progetto molto convincente dal punto di vista economico ed ambientale.
Si tratta di un progetto molto conveniente, poiché richiede una spesa massima di 900 milioni di euro. Una cifra vicina alla metà di quanto fu speso nel 2006. Di questi, il CIO fornirà 900 milioni di dollari, che equivalgono a poco più di 800 milioni di euro.
Una eventualità che permetterà un enorme risparmio per l’organizzazione dell’evento, e che potrà riguardare anche altre città che hanno già ospitato la rassegna sportiva, in vista delle edizioni future. Recentemente, infatti, anche realtà come Calgary e Salt Lake City si sono fatte avanti per questa opportunità.

Le opere su cui si dovrà intervenire

Lo svolgimento delle Olimpiadi a Torino nel 2026 è sinonimo di volontà di riutilizzare impianti già esistenti.
In questo senso, avranno la massima priorità il recupero della pista di bob a Cesana e dei trampolini a Pragelato. Si dovrà procedere alla rimessa in funzione del sistema di raffreddamento della pista. Dopodiché, sempre per quanto riguarda la pista, si penserà all’installazione di sistema di pannelli fotovoltaici per sfruttare l’energia solare. I trampolini, due per le gare e tre destinati agli allenamenti, saranno invece restaurati completamente. Questi interventi costituiranno la spesa più onerosa nel budget messo a disposizione.
Saranno invece revisionati impianti del ghiaccio come il PalaAlpitour, il PalaVela, l’Oval, il PalaTazzoli, il Palaghiaccio di via Massari e il Palaghiaccio di Pinerolo.
Non è da escludere la possibilità di vedere interventi con lo scopo di riutilizzare Torino Esposizioni. Il complesso sta attraversando una fase di grandi cambiamenti, e le Olimpiadi potrebbero essere una ulteriore leva per concludere il processo di riconversione.
Grande rilevanza assumerà anche la questione legata al Villaggio Olimpico. Numerosi edifici dovranno essere ristrutturati e seguire le nuove richieste del CIO. Il risparmio di calcestruzzo e le nuove tecnologie applicate dovranno rendere le strutture più green. Molte fabbriche dismesse, inoltre, saranno riutilizzate per ospitare giornalisti, sportivi e turisti provenienti da tutto il mondo. In futuro saranno interessate sa progetti di social housing, oppure diventeranno case popolari e residenze universitarie. Un grande toccasana per le periferie, vista l’ubicazione delle fabbriche stesse.
Sono infine di vitale importanza gli interventi infrastrutturali. Dovranno essere ultimati entro il 2026 la linea 1 della metro e il collegamento ferroviario tra Torino e l’aeroporto di Caselle.
Tanta carne al fuoco per un progetto ambizioso, in cui Torino ha molta fiducia per ripartire.

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