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Trasporti, chiuso il bando per assegnare la collaborazione per il servizio di Free Floating del Comune di Torino

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Chiuso il bando per assegnare la collaborazione per il servizio di Free Floating del Comune di Torino: entro pochi giorni si scoprirà la compagnia assegnataria

È stato ufficialmente chiuso il bando per assegnare la collaborazione per il servizio di Free Floating del Comune di Torino.
L’amministrazione comunale aveva indetto una gara d’appalto per selezionare una compagnia e avviare una collaborazione. L’obiettivo è quello di erogare ai cittadini un servizio di bici a flusso continuo. Una prestazione pubblica, in grado di offrire un’alternativa alle tante compagnie straniere e private che sono sbarcate ultimamente in città.
Delle tre compagnie che operano a Torino, vale a dire Gobee.bike, Mobike e oBike, solo l’ultima ha dichiarato di voler prendere parte al bando del Comune. Le aziende asiatiche, che hanno letteralmente invaso il territorio cittadino con migliaia di mezzi a due ruote, hanno dunque mostrato minor interesse per le iniziative pubbliche.

Gli investimenti richiesti e le problematiche sorte

Il nome della compagnia che si aggiudicherà la collaborazione per il servizio di Free Floating del Comune di Torino sarà noto entro una settimana. Palazzo Civico, infatti, si è riservato qualche giorno di attesa per poter analizzare tutte le proposte pervenute.
Nel frattempo, le aziende partecipanti hanno dovuto sottoscrivere un accordo immutabile con l’amministrazione comunale. In città non ci dovranno essere più di 5mila biciclette. Per ognuna di esse, inoltre, dovranno essere investiti almeno 20 euro, necessari per la dotazione e la posa degli archi portabici.
Il servizio, sul quale il Comune punta molto, dovrà arginare anche i problemi causati dall’uso sconsiderato dei mezzi delle altre compagnie. Basti pensare che sono ormai all’ordine del giorno gli abbandoni dei mezzi sui parcheggi, sulle strisce blu, sui marciapiedi. Il vantaggio di poter lasciare le bici praticamente ovunque ha diffuso un malcostume generale: quello di creare disordine.
Non sono mancati nemmeno casi di bici gettate nel Po o di tentativi di lanci dal ponte di corso Appio Claudio. Insomma, una situazione a cui va posto immediatamente rimedio. Occorrono dei vincoli di utilizzo, che dovranno essere studiati e applicati dal Comune e dalle compagnie che operano in città.

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