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I cinque principali parchi di Torino

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I parchi di Torino: spazi verdi in una città moderna

Torino, una città dove ogni giorno si incrociano quasi un milione di abitanti e capitale dell’industria meccanica (almeno una volta) con la sua FIAT è certamente la metropoli italiana più attrezzata per quanto riguarda le aree verdi comunali. Dettaglio non trascurabile considerato l’alto tasso di inquinamento che affligge i nostri concittadini; basti pensare alla crisi di smog appena superata e a quanto sarebbe potuta essere assai peggiore se non fossero finalmente giunte le piogge e se i nostri parchi, i veri polmoni di Torino, non fossero esistiti.

I parchi presenti in Torino sono all’incirca una ventina, giusto per citarne qualcuno, anche di assoluta bellezza, possiamo partire dal Parco della Tesoriera, con la sua villa che vi troneggia al centro, il Parco Rignon, con la moderna e attrezzatissima biblioteca civica al suo interno, ma anche i Giardini Reali, che finalmente sono stati restituiti ai cittadini che potranno ristorarsi al loro interno durante le calde passeggiate estive in centro.

L’articolo seguente in ogni caso prenderà le mosse dai cinque principali polmoni verdi torinesi per estensione. Il primo è il parco della Pellerina. Con i suoi 837.000 mq è per distacco il più grande parco urbano. Attraversato dalla Dora Riparia, dotato di due laghi artificiali e di flora e fauna molto varie, il parco è stato intitolato a Mario Carrara, professore universitario che rifiutò il giuramento di fedeltà al fascismo. La parte di parco delimitata dalla Dora e da Corso Regina Margherita viene tuttavia, nel 2009, dedicata agli operai della vicina Thyssen Krupp che persero la vita nell’incendio della fabbrica. Il parco della Pellerina ha ospitato diverse edizioni del Traffic, rock festival estivo che proprio tra questi alberi ha vissuto i suoi anni d’oro vedendo alternarsi sul palco gruppi del calibro degli Arctic Monkeys, Strokes, Daft Punk e Sex Pistols.

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Secondo parco per estensione, ma non per importanza è quello del Valentino. Punto di ritrovo estivo per eccellenza misura 420.000 mq, si affaccia sul Po e sulla collina. Oltre ad offrire molteplici club come lo Chalet, più svariati circoli di canottaggio, al suo interno sono presenti anche diversi centri culturali. Ne è un esempio la sede della Facoltà di Architettura, maestosa palazzina fatta erigere da Emanuele Filiberto di Savoia nel 1630 ed il Borgo Medievale costruito nel 1884 in occasione dell’Esposizione Universale.

Terzo parco è il Colonnetti con i suoi 385.800 mq. Situato nella periferia sud, dalle parti di via Artom. Fu sede, fino al secondo dopoguerra, del primo aeroporto torinese. Durante il periodo del boom economico visse un periodo di degrado, ma successivamente le aree verdi vennero riorganizzate anche attraverso la realizzazione di aree giochi per bambini, zone attrezzate per la ginnastica e fontane. Il parco è oggi anche sede principale del CUS di Torino, sono infatti qui presenti i suoi principali impianti sportivi comprensivi persino di un campo da golf.

Gli ultimi due sono il Parco Cavalieri di Vittorio Veneto, meglio noto come Piazza d’Armi, ed il Parco Ruffini. Il primo, dove si erge lo Stadio Olimpico, dopo aver subito svariate ristrutturazioni ospita ora il Comando per la formazione dell’Esercito e viene utilizzato dai torinesi per fare pratica di podismo o attività ginniche. Stesso utilizzo viene riservato al Ruffini, paradiso per gli amanti del tenersi in forma. Anch’esso come la Pellerina dedicato ad un professore, Francesco Ruffini, contrario al giuramento fascista. In quest’area verde si corre dal 1925, anno in cui vide la luce, data la necessità di regalare uno spazio verde agli abitanti dei quartieri San Paolo e Pozzo Strada. Ospita lo Stadio Primo Nebiolo e dal 1961 anche il Palazzetto dello Sport, dimora delle principali società torinesi di basket e pallavolo ha inoltre ospitato concerti di artisti di spessore come Bob Dylan, i Jethro Tull, De Gregori, Battiato e Pino Daniele.

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La richiesta di verde non è ancora esaurita però, in realizzazione un nuovo parco che riguarda la Falchera. La zona messa a disposizione è di circa 430.000 mq e vi sorgerà,nel 2017, un parco con un lago ed isoletta vegetata annessa, zone agricole e viali alberati per gli amanti della bicicletta. Un’ottima alternativa alla discarica che caratterizzava l’area. La zona era stata infatti denominata l’Atlantide dei rifiuti e per far sì che possa sorgervi un parco sono state rimosse 2000 tonnellate di rifiuti e 120 orti abusivi.

Lunga vita ai parchi urbani dunque, metro di misura di civiltà e di un’urbanizzazione sostenibile.



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