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1 marzo 1963: la morte di Felice Casorati, l’artista che ha portato il “realismo magico” a Torino

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1 marzo 1963: la morte di Felice Casorati, l’artista piemontese che portò il “realismo magico” nella nostra città

Il 1 marzo 2018 ricorre l’anniversario di morte di Felice Casorati, pittore piemontese originario di Novara.
Nato nel 1883, Casorati comincia a dipingere da adolescente, facendosi strada nell’ambiente artistico padano. Tra il 1907 e il 1911, il pittore riesce ad esporre alcune delle sue prime opere alla Biennale di Venezia, dove i volti familiari delle sorelle e della madre sono al centro delle sue rappresentazioni.
E’ in questo ambiente culturale che l’arte di Casorati si avvicina a quella del noto pittore austriaco Gustav Klimt, le cui opere furono protagoniste della IXBiennale.
Desideroso di vivere l’arte nella sua bellezza quotidiana, Casorati comincia la ricerca di un nuovo stile artistico, abbandonando i rigidi canoni accademici e liberando l’arte dai musei.
Sulla scia del rinnovamento ispirato dalla Wiener Secession (Secessione viennese), Felice Casorati realizza così alcune mostre indipendenti, rifiutando gli storici ambienti culturali, come la Biennale, fino a quel momento frequentati.
Questa nuova volontà di vivere l’arte si esprime in maniera vivida nella città di Torino, dove l’artista si trasferisce a seguito del primo conflitto mondiale.
Qui, Casorati fonda la “Scuola di via Mazzini”, una scuola di pittura per giovani artisti emergenti e
raffina il proprio stile, avvicinandolo alla corrente del “realismo magico”.
La Grande Guerra e l’esigenza della ricostruzione avevano indotto le società europee alla ricerca di un nuovo ordine mondiale, fondato sull’equilibrio e l’armonia.
Questa necessità non rimase confinata esclusivamente a livello politico, ma venne fatta propria da numerosi artisti, di cui Casorati fu un rappresentante.
Il realismo magico, riprendendo le linee classiche e rinascimentali del Trecento e del Quattrocento italiano, fu espressione del cambiamento polito-culturale degli anni Venti.
Esso descrive la realtà nella sua precisione, attraverso l’accuratezza dei dettagli, fornendo all’immagine una posa statica, ordinata e geometrica; quasi incantata.
Torino,  Casorati torna a partecipare alla Biennale di Venezia e comincia la collaborazione con prestigiosi teatri italiani. L’evolversi della sua carriera si manifesta in numerosi riconoscimenti che gli vengono assegnati tra la fine degli anni Trenta e l’inizio degli anni Quaranta, come il Premio Carnegie a Pittsburg o il “Grand prix” a Parigi.
Nonostante i gravi problemi di salute, che rendono necessaria l’amputazione di una gamba, il pittore continua a dipingere.
Il 1 marzo 1963 Felice Casorati muore a Torino, all’età di 80 anni.
(Articolo di Martina Santi)

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