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Turismo, a Torino in crescita le imprese del settore: +1% rispetto all’anno scorso

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Turismo, a Torino in crescita le imprese del settore: +1% nel 2017, dato in controtendenza rispetto agli altri comparti

Il turismo, a Torino, sembra essere uno dei settori più in salute di questo momento.
Secondo i dati diffusi dalla Camera di Commercio, infatti, le attività di questo settore fanno parte del tessuto imprenditoriale in crescita della nostra città. Nel 2017, le imprese legate al turismo sono cresciute dell’1%.
Un aumento che potrebbe sembrare irrisorio, ma che in realtà rappresenta, in termini numerici, un incremento di svariate centinaia di aziende. Si tratta ovviamente di ristoranti, alberghi, bar, bed and breakfast, agenzie di viaggio, punti informativi e tante altre attività.
Il turismo, a Torino, non è il solo settore a crescere in questa fase di stallo e di incertezza, in cui ci sono fragili segnali di ripresa. I migliori risultati sono stati realizzati dal commercio online (+2,6%) dai servizi alla persona (+2,2%). Quest’ultimo, in particolare, ha visto l’apertura nell’ultimo anno di tanti centri estetici, istituti di bellezza, attività di riparazione, pompe funebri, centri di toelettatura cani, tatuatori e imprese di formazione personale. Viste le difficoltà del pubblico, il settore privato sta mettendo a disposizione sempre più strutture come asili nido e centri di assistenza per anziani e malati. Bene anche le attività di svago e divertimento, vista la crescita di palestre, club e sale giochi.

I settori in sofferenza

Oltre alle buone notizie, come ci si può aspettare, non mancano gli aggiornamenti negativi.
Sono tanti i settori in sofferenza, che continuano a patire gli effetti di una crisi che tarda a terminare. Tra il 2016 e il 2017 sono state chiuse 850 attività, molte delle quali tra edilizia (-1,8%), industria(-1,5%), agricoltura (-1,4%), meccanica, tessile, elettronica e arredamento.
Più nello specifico, è in flessione il numero di attività come lavanderie, tintorie, panetterie(-1,5%), latteria (-2,9%), macelleria (-3%), negozi di abbigliamento (-3,9%), edicole (-6%) e cartoleria (-9%). Reggono con numeri tendenzialmente stabili parrucchieri e barbieri.
Un quadro, quello presentato dalla Camera di Commercio, che presenta una città ancora esposta alla crisi, che deve ancora trovare la soluzione definitiva ai disagi di un periodo di depressione economica.

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