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Artigianato, in Piemonte chiuse oltre 9mila imprese nel 2017

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Artigianato, in Piemonte chiuse oltre 9mila imprese nel 2017: saldo negativo di oltre mille unità tra aperture e chiusure

L’artigianato, in Piemonte, mostra ancora segni di fragilità.
Secondo i dati raccolti dalla Camera di Commercio,infatti, nel 2017 hanno chiuso i battenti oltre 9mila attività di questo comparto. Tra gennaio e dicembre 2017 si è registrata una flessione dell’1,09% nel numero di imprese. Un calo inferiore rispetto a quello del 2016, attestatosi al -1,16%. Il confronto tra il dato regionale e il dato nazionale è però sfavorevole. La media italiana parla di un contenuto – 0,85%.
In totale, sono sorte in Piemonte poco più 8mila imprese artigiane. Hanno scelto di cessare la propria attività invece più di 9mila e 300 attività. Nel complesso, il saldo negativo ammonta a circa 1300 aziende. Al momento, rimangono sul mercato poco meno di 120mila imprese.
Nello specifico, la maggior parte delle attività sono quelle edili, che costituiscono il 41,8% del totale. Segue l’industria, che rappresenta il 22,1%. In entrambi i settori, le perdite sono state elevate (rispettivamente -1,78% e -1,54%). Bene invece l’agricoltura, che cresce dell’1,84%.
Una serie di dati in controtendenza rispetto agli affari dell’export, che avevano dato una boccata d’ossigeno al settore.

La situazione nelle singole province e i metodi per affrontare le difficoltà

I dati della Camera di Commercio sono stati scorporati per ogni singola provincia. Da ciò sono emerse le differenze nelle situazioni delle varie città. A soffrire maggiormente è Alessandria, che ha fatto registrare un -2,14% nel saldo tra imprese aperte e chiuse. Segue Biella, con -1,96%. Non è andata molto meglio a Vercelli, che -1,45%.
Le perdite sono state più contenute a Torino (-1,04%), Verbania (-0,99%), Cuneo (-0,88%), Asti (-0,66%) e Novara (-0,25%).
Come denotato anche dai vertici di Unioncamere Piemonte, il tessuto artigiano piemontese continua a mostrare segnali di sofferenza per la crisi. Una depressione economica che pare non essersi ancora arrestata definitivamente. Vista la forte componente di imprese di piccole dimensioni (e dunque sprovviste di una solida struttura), occorre fornire sostegno economico e logistico. Una ricetta adeguata per il loro rilancio non può non mettere al primo posto lo snellimento della burocrazia e l’utilizzo dell’innovazione.
(Foto tratta da IniziativeComunitarie.it)

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