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19 febbraio 2016: la morte di Umberto Eco, pilastro della cultura italiana

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Lo scrittore Umberto Eco in una immagine di archivio del febbraio 2015 nella sala Carducci della libreria Zanichelli a Bologna, 20 Febbraio 2016. ANSA/GIORGIO BENVENUTI

19 febbraio del 2016: la morte di Umberto Eco, genio poliedrico della cultura italiana

Il 19 febbraio del 2016 l’Italia e il mondo della cultura si trovava a fronteggiare un vero e proprio dramma: la morte di Umberto Eco. Un genio della cultura italiana, capace di cimentarsi in più ambiti e sempre con grande successo.
Nacque ad Alessandria nel 1932. Si diplomò al liceo classico e, nel 1954, si laureò in filosofia. Nello stesso anno fu assunto dalla RAI, per la quale lavorò a lungo e con figure di spicco per portare rinnovamento nei palinsesti della tv pubblica.
Gli anni Cinquanta e Sessanta hanno segnato l’inizio dell’interessamento di Eco per i mass media. L’intellettuale si occupò prima della tv e, in seguito, dei giornali. Con questi ultimi, Eco ebbe un rapporto speciale. Collaborò sin dalla sua fondazione con il settimanale L’Espresso e con i quotidiani Il Giorno, La Stampa, Corriere della Sera, la Repubblica e il manifesto.
Tra il 1959 e il 1975 fu codirettore editoriale della casa editrice Bompiani. In questo periodo, nel 1961, iniziò anche la sua carriera universitaria. Ebbe occasione di tenere corsi in numerose e prestigiose università italiane, come Torino, Milano, Firenze e Bologna. E proprio a Bologna, nel 1971, contribuì alla fondazione del primo corso di laurea in DAMS.
Nel 1980 Eco esordì nella narrativa con “Il nome della rosa“. Il suo primo romanzo ottenne un successo insperato, poiché divenne best seller (furono vendute 30 milioni di copie) e fu tradotto in 47 lingue. Nel 1988 pubblicò il suo secondo romanzo, “Il pendolo di Foucault“. Seguirono “L’isola del giorno prima” (1994), “Baudolino” (2000), “La misteriosa fiamma della regina Loana” (2004), “Il cimitero di Praga” (2010) e “Numero zero” (2015).
Nella sua carriera universitaria ha potuto insegnare momentaneamente anche in Francia, Brasile, Argentina e Stati Uniti. Tra le più grandi soddisfazioni le lezione ad Harvard, Oxford e Cambridge.
Negli ultimi anni, dopo il ritiro per limiti di età dall’insegnamento universitario, si dedicò ai suoi studi e alle sue opere.
La morte di Umberto Eco sopraggiunse la sera del 19 febbraio 2016. Dopo aver lottato con un tumore al pancreas per circa due anni, Eco spirò nella sua casa di Milano.

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