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Torino, il Museo Nazionale d’Artiglieria trasloca: i cimeli trovano posto nella Caserma Dabormida

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Torino, il Museo Nazionale d’Artiglieria trasloca nella Caserma Dabormida: anche gli uffici militari finiscono in corso Unione Sovietica

Torino, il Museo Nazionale d’Artiglieria sta per spostarsi definitivamente.
L’immenso patrimonio di oggetti bellici di qualsiasi epoca, che conta migliaia di cimeli unici e dal valore inestimabile, troverà posto presso la Caserma Dabormida. Si tratta di una decisione ufficiale, che conferma quanto era stato già preventivato nel corso dello scorso anno.
Ci troviamo di fronte a una scelta fondamentale per valorizzare al meglio le bellezze e le potenzialità del museo, troppo spesso chiuso e mai realmente a disposizione dei turisti, che hanno sempre mostrato grande apprezzamento per le sporadiche iniziative proposte.
Lo spostamento del Museo Nazionale d’Artiglieria sarà accompagnato dal trasferimento degli uffici militari attualmente ubicati nella Caserma Carlo Amione di piazza Rivoli. Un’altra mossa molto oculata e calibrata per ridurre in maniera consistente i costi sostenuti dagli enti pubblici. Uffici e museo saranno dunque dislocati in corso Unione Sovietica.
Dunque, a Torino, il Museo Nazionale d’Artiglierianon sarà dunque spostato sin da subito presso il Mastio della Cittadella. Questo perché, nonostante la ristrutturazione della parte cinquecentesca, mancano all’appello ulteriori fondi per il completamento delle opere. In totale, servirebbero 4 milioni di euro per rimettere totalmente a nuovo la struttura. Denaro che dovrebbe essere reperito dalla Città di Torino, che però non riesce a procurarsi le risorse necessarie.
Finché la Città non riuscirà a trovare i soldi e, di conseguenza, a terminare i lavori di restauro, non si potrà portare il Museo Nazionale d’Artiglieria al Mastio. Per il momento ci si dovrà accontentare esclusivamente di mostre temporanee e di visite al Museo Pietro Micca.

La trasformazione della Caserma Amione

Con questo trasloco, la Caserma Carlo Amione di piazza Rivoli assumerà ovviamente altre funzioni. In questa sede sorgerà un polo della pubblica amministrazione. Una cittadella che si occuperà di servizi, presso la quale troveranno impiego oltre duemila funzionari pubblici.
Parliamo di uno spazio enorme, di circa 30mila metri quadrati, situato a due passi dal centro, che cambia pelle. Una metamorfosi molto importante, che riqualifica un angolo di città poco curato.

Costi e tempi di consegna dei cantieri

Alla radice di questi cambiamenti ci sono gli accordi tra il Comune di Torino, il Ministero della Difesa, il Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e l’Agenzia del Demanio. E proprio l’Agenzia del Demanio ha dato la sua disponibilità a fornire le risorse economiche per lo svolgimento dei lavori.
L’investimento concordato sarà di 50 milioni di euro. Si tratta di una cifra molto elevata, che però potrà essere integrata da altrettanti 50 milioni di euro di investimenti collegati. Saranno infatti presi in considerazione tutti i possedimenti dell’Agenzia del Demanio sul territorio torinese. Un patrimonio che conta una vasta quantità di beni.
Le opere costeranno poco più di 15 milioni di euro all’anno. I primi bandi per i cantieri, secondo le previsioni di Palazzo Civico, dovranno essere conclusi entro il 2019. I primi cantieri dovranno essere smantellati entro il 2021, mentre tutti i lavori dovranno terminare nel 2022. Eventuali cambi di programma, modifiche e variazioni dovranno essere valutate e applicate negli anni  a venire.
(Foto tratta da Museo Torino)


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