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Amazon mette in ginocchio le biblioteche di Torino: tante chiusure nell’ultimo anno

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Amazon mette in ginocchio le biblioteche di Torino: tante chiusure nell'ultimo anno
Amazon mette in ginocchio le biblioteche di Torino: tante chiusure nell'ultimo anno

Amazon mette in ginocchio le biblioteche di Torino: tanti locali hanno abbassato la saracinesca

Le biblioteche di Torino sono sempre più in crisi. La depressione economica, che ha causato una drastica riduzione degli incassi, è accompagnata da un altro fattore: la crescita di Amazon.
Il colosso statunitense dell’e-commerce ha infatti incrementato a dismisura il suo volume d’affari. Un’espansione impressionante, che ha toccato praticamente tutti i settori della nostra economia.
La crescita di Amazon è però coincisa con l’aggravamento della crisi delle biblioteche di Torino. Le librerie torinesi stanno mostrando seri segnali di sofferenza.
L’ultimo caso è rappresentato dalla chiusura della libreria Borgopò. Il negozio, ubicato in via Luigi Ornato 10, chiuderà ufficialmente sabato 24 febbraio. Una notizia che ha scosso il quartiere e la clientela, abituata fare riferimento a questo punto culturale. A pesare su questa decisione c’è la mancanza di risorse economiche della titolare per pagare un commesso in grado di gestirla. La donna, infatti, partorirà tra pochi mesi. Per evitare di dover sostenere troppi oneri e per avere più tempo per suo figlio, ha scelto di chiudere bottega. La sua speranza, però, è che il locale continui a ospitare una biblioteca, così come accade da oltre trent’anni.

Le altre librerie chiuse e le ricette per la rinascita

La libreria Borgopò è in ottima compagnia in questo triste periodo. Gli ordini su internet, il sempre meno diffuso interesse per la cultura e il caro affitti ha costretto tantissimi altri locali a chiudere.
Nel solo quartiere di Borgo San Paolo hanno deciso di andarsene la libreria Capo Horn di via Lancia e la Belgravia di via Monginevro. Entrambe hanno dovuto arrendersi alla crisi, e hanno lasciato un vuoto davvero inquietante, soprattutto per il loro ruolo di punto di riferimento culturale nella zona. La Belgravia, però, ha il vantaggio di avere un altro punto vendita in via Vicoforte. Dunque, il suo non è un addio definitivo, ma un ridimensionamento. La Capo Horn, invece, è un forte rimpianto per i residenti, che sperano in una prossima riapertura.
In zona Vallette ha chiuso la TrepuntoZero Genesi. Un addio che pesa il doppio, dato che sparisce un riferimento culturale in periferia. Un esperimento fallito solo parzialmente, poiché Comune, Regione e Atc hanno messo a disposizione locali di loro proprietà. Una situazione diametralmente opposta a quella della biblioteca Millennium di corso Dante 45, chiusa per i problemi di salute della titolare.
Uno scenario molto negativo, dalla quale è possibile uscire solo con l’intervento dell’amministrazione comunale. Palazzo Civico, secondo le richieste dei sindacati, dovrebbe attivarsi insieme al Governo per adottare politiche di avvicinamento dei cittadini alla lettura. Occorre colmare questa emorragia prima che le biblioteche scompaiano totalmente dalla nostra città e, più in generale, dal nostro Paese.

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