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Canili di Torino, in quattro anni 220mila euro di danni causati dagli assalti degli zingari

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Canili di Torino, tra il 2013 e il 2017 220mila euro di danni causati dagli assalti degli zingari: Enpa chiede aiuto, associazioni pronte a scendere in piazza

I canili di Torino sono stati letteralmente messi a ferro e fuoco negli ultimi quattro anni.
Tra il 2013 e il 2017, le due strutture di via Germagnano 8 e 11 hanno subito danni per 220mila euro. Danneggiamenti determinati dai ripetuti assalti degli zingari.
Con lo spostamento dei militari in via Giordano Bruno è sparito anche l’unico riferimento di sicurezza dell’area. I nomadi hanno così potuto ricominciare a depredare i due complessi, una velocità e una ferocia anormali.
Dei 220mila euro di danni, circa 180mila euro sono stati impiegati per riparare porte forzate, vetri rotti, gabbie e muri rovinati. I restanti 40mila euro sono stati invece impiegati per mettere in sicurezza i locali, installare nuove telecamere e provare a limitare i danni in caso di nuovi assalti.
Il motivo principale di questi raid è la cospicua presenza di rame nelle strutture. Nell’ultimo assalto, che risale allo scorso dicembre, tutto il rame presente nelle grondaie è stato portato via. E non solo: i danni ai quadri elettrici hanno lasciato al buio tutti gli animali ospitati (80 cani e 20 gatti) per diverse ore.

La posizione di Enpa

A fare le spese di questa situazione è l’Enpa. L’ente si è dovuto sobbarcare l’intero costo di queste azioni, e deve ricorrere alle proprie risorse economiche per garantire agli animali una sopravvivenza dignitosa. Si tratta di cibo, coperte e medicine. Insomma, tutto ciò che è necessario per nutrire e salvaguardare la salute dei nostri amici a quattro zampe.
Pertanto, per provvedere al meglio allo svolgimento delle proprie funzioni, l‘Enpa ha chiesto l’aiuto del Comune.
L’amministrazione comunale ha ribadito a più riprese la propria volontà di fornire aiuti concreti, sia dal punto di vista economico che materiale (magari con l’invio di unità delle forze dell’ordine).
Le operazioni, però, tardano ad essere messe in pratica. Le associazioni collegate stanno già pensando a numerose manifestazioni in piazza. Lo scopo è quello di far sentire la propria voce e per porre fine a questi disagi. La prima, organizzata il 15 gennaio davanti a Palazzo Civico, rappresenta un punto di partenza.

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