Home Articoli HP Crisi, a Torino aumentano le chiusure dei negozi: perse oltre 3mila attività...

Crisi, a Torino aumentano le chiusure dei negozi: perse oltre 3mila attività in cinque anni

7059
SHARE

Crisi, a Torino perse oltre 3mila attività tra il 2012 e il 2017: male abbigliamento e prodotti per la casa

La crisi, a Torino, ha mostrato i suoi effetti in maniera evidente negli ultimi anni.
La depressione economica è stata avvertita in maniera particolare dai piccoli negozi. Una tendenza evidenziata da cittadini e istituzioni. A fornire un quadro chiaro della situazione ci hanno pensato anche Ascom, Confesercenti e Camera di Commercio, che hanno raccolto e pubblicato interessanti dati in merito a ciò.
In città sono rimaste circa 71mila negozi. Un numero alto, che però ha dovuto fare i conti con un calo di oltre 3mila attività in soli cinque anni. Tra il 2012 e il 2017 hanno abbassato la saracinesca quasi 2mila e 600 punti di vendita al dettaglio.
Un dato molto negativo, che riguarda particolarmente le attività delle aree periferiche, interessate da un minor passaggio pedonale e veicolare. Il centro, ovviamente, ha subito minori perdite.
Ciò che accomuna centro e periferia è la progressiva scomparsa dei negozi di abbigliamento, di calzature, di prodotti per la casa, di arredo, di cultura e di ricreazione. Tutti settori che soffrono terribilmente il commercio elettronico, grazie al quale la clientela non ha necessità di spostarsi e può ricevere tutto comodamente a casa.

I dati positivi e le tendenze dei commercianti

La crisi, a Torino, ha mostrato le fragilità di alcuni settori, mentre ha dato risalto alla solidità ad altri comparti.
Ne sono esempio l’alimentare e la ristorazione, che hanno visto anche interessanti crescite percentuali. Per il cibo le persone mostrano ancora l’esigenza di scegliere personalmente e “dal vivo”. Costituisce anche una forte componente di crescita il servizio di consegna a domicilio, sempre più in voga tra gli utenti.
Infine, occorre evidenziare le tendenze dei nuovi imprenditori in città. Sono sempre di meno quelli che acquistano lo spazio, mentre è sempre più diffusa la pratica di affitto. La crisi ha notevolmente abbassato i canoni di locazione, anche di un terzo dei valori pre-crisi. Un incentivo enorme per chi intende aprire un nuovo negozio o una filiale di un’attività già esistente.

Commenti

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here