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Torino, il Cortile del Maglio prova a ripartire da nuovi investitori

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Torino, il Cortile del Maglio cerca nuovi investitori per rinascere

Una delle aree maggiormente al centro di discussioni e progetti a Torino, il Cortiledel Maglio, sta per vivere un’altra fase di metamorfosi.
L’area, situata in via Vittorio Andreis 18, ospita da alcuni anni diverse attività. Ad abbandonare il complesso della zona Borgo Dora, però, hanno già provveduto otto commercianti. Non solo per i costi fissi, dati dall’ubicazione della zona. Il calo degli affari è la principale causa degli addii sempre più frequenti dei titolari delle attività.
Una situazione che si sta facendo sempre più complicata, alla quale occorre porre immediatamente rimedio. L’idea, ormai tramontata, era quella di ospitare nel Cortile il GAI. L’associazione dei Giovani Artisti Italiani non è più approdata nella struttura. Si cercano quindi nuovi investitori per ridare slancio all’area, in grado di portare avanti progetti ambiziosi e interessanti.

Il problema “Barattolo”

A Torino, il Cortile del Maglio vive una profonda crisi anche e soprattutto a causa di fattori esterni.
Su questa situazione, infatti, pesa parecchio la presenza dell’ex libero scambio, ora chiamato “Barattolo“.
Palazzo Civico è a conoscenza del disagio provato dai commercianti della zona, stanchi dei raggruppamenti di malviventi nella zona. Una condizione, questa, che scoraggia i clienti a recarsi presso il Cortile e che, di conseguenza, incide negativamente sugli incassi.
Lo spostamento del Barattolo in viaCarcano, nell’ex deposito di pietre, non ha accontentato nessuno. Anzi. Comitati e associazioni di zona si sono già mobilitati per protestare. Alcuni chiedono lo spostamento da Vanchiglietta, alcuni ne chiedono la chiusura. Attualmente, però, vige uno scenario di stallo, che non pare poter subire grossi cambiamenti nell’immediato.
(Foto tratta da Museo Torino)

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