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Incendio alla Sacra di San Michele: le cause del rogo

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Incendio alla Sacra di San Michele: le cause del rogo che ha danneggiato l’abbazia di Sant’Ambrogio di Torino

L’incendio alla Sacra di San Michele è l’evento che sta tenendo banco in queste ore e che ha scosso la sensibilità di tutti i torinesi.
Ieri sera, intorno alle 21:00, le fiamme sono divampate nell’area in cui erano in corso alcuni lavori di restauro. Il rogo si è propagato molto velocemente, tanto che l’incendio è stato sin da subito visibile anche a diverse centinaia di metri di distanza.
I tre Padri Rosminiani che si trovavano all’interno dell’abbazia sono stati prontamente portati in salvo dalle forze dell’ordine, che hanno incontrato non poche difficoltà nel raggiungere il luogo.
Dopo diverse ore di lavoro, i pompieri hanno riportato la situazione alla normalità alle prime luci dell’alba. Nella giornata di oggi, invece, i tecnici della Regione svolgeranno alcuni sopralluoghi per valutare e quantificare i danni causati dall’incendio.
Il rogo, stando alle prime indiscrezioni, non dovrebbe essere dovuto a cause dolose. Anzi. L’ipotesi più accreditata è quella di un banale cortocircuito.

I risultati raggiunti dalla Sacra e gli sforzi dei Padri Rosminiani

L’incendio alla Sacra di San Michele assume un significato ancora più negativo se si pensa a quanti sforzi ci sono stati per restituirle l’antico splendore.
Nel corso degli anni, i Padri Rosminiani sono riusciti a finanziare autonomamente e interamente le opere di restauro. Sono stati in grado di reperire ben 250mila euro, senza l’ausilio delle istituzioni. Una dimostrazione di forza di volontà e di dedizione, che ha portato alla conclusione delle prime opere l’anno scorso.
La Sacra di San Michele è oggi una realtà consolidata in ambito religioso e turistico. Ogni anno vengono organizzati e realizzati eventi per i fedeli, come le mostre sui presepi e altre interessanti esposizioni. Mediamente, sono circa 100mila i visitatori che accorrono annualmente a visitare questo gioiello.
Un patrimonio da difendere e da preservare, che dovrà essere ora restaurato anche con l’aiuto di fondi pubblici, se necessario. Occorre far tornare il più velocemente possibile la Sacra al suo splendore, e per farlo non si potrà aspettare troppo a lungo o un eventuale autofinanziamento dei monaci.
(Foto tratta da MeteoWeb)

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