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Green Pea, a Torino prende vita la nuova idea imprenditoriale di Oscar Farinetti

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Green Pea, a Torino prende vita la nuova idea imprenditoriale di Oscar Farinetti: saranno messi in vendita prodotti per la casa e capi d’abbigliamento

Green Pea, a Torino, farà il suo esordio già a partire dal prossimo anno.
Il primo punto vendita di questa nuova azienda sorgerà nel capoluogo piemontese entro l’autunno del 2019. Lo ha affermato negli ultimi giorni OscarFarinetti, imprenditore di successo e fortunato proprietario di Eataly e UniEuro.
Farinetti si appresta a lanciare il suo ennesimo progetto all’insegna della sostenibilità. Green Pea, infatti, proporrà alla clientela prodotti esclusivamente ecologici. Saranno disponibili oggetti per la casa, capi d’abbigliamento e tanto altro. La caratteristica comune di tutta la merce in vendita sarà il rispetto della natura.
Green Pea, a Torino, sorgerà nelle vicinanze del Lingotto, accanto alla sua “azienda sorellaEataly. E proprio parte dei parcheggi riservati ai clienti di Eataly e dell’8 Gallery costituiranno la superficie su cui si svilupperà il punto vendita. I cantieri per i lavori saranno aperti ad aprile.

Le opportunità di questa nuova sfida

Il magazzino, che aprirà in via Nizza, potrà rappresentare una buona opportunità di lavoro. Per chi sarà in cerca di un impiego, ci sarà sicuramente spazio per aspiranti magazzinieri, addetti vendita, assistenti alla clientela ed esperti e sviluppatori di prodotti eco e bio. Dunque, non saranno ricercate figure professionali generiche, ma anche specializzate, per offrire il miglior servizio possibile agli utenti.
Sul marchio, già registrato da qualche anno, Farinetti ha lasciato intendere di essere molto fiducioso. Come lui stesso ha precisato a più riprese, l’arredamento e l’abbigliamento sono due settori da lui studiati da anni. Nel caso in cui l’esperimento torinese dovesse funzionare, non è da escludere una conseguente apertura in altri Paesi del mondo. Su tutti, gli Stati Uniti, che hanno rappresentato già la svolta di Eataly nel 2010 e che sembrano sempre affascinati dal Made in Italy.
Senza sottovalutare la Cina, che si appresta ad accogliere le eccellenze della nostra tavola con vari store sul suo territorio. Chissà che, un domani, il mercato asiatico non possa contribuire anche alla crescita di questa nuova realtà.

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