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Circa 60mila case vuote a Torino: lo dicono le rilevazioni dell’Osservatorio della Condizione abitativa della Città di Torino

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Circa 60mila case vuote a Torino: una casa su dieci, tra città e hinterland, è vuota

Tra le varie analisi effettuate ultimamente sulla nostra città, una delle più preoccupanti è sicuramente quella delle case vuote a Torino.
Le rilevazioni dellOsservatorio della Condizione abitativa della Città di Torino parlano chiaro: sono 60mila le case libere.
Un numero impressionante, che va letto con la massima attenzione. Si tratta di case di proprietà sia pubblica che privata, vuote o disabitate da anni, o semplicemente da qualche mese.
Si deve tenere presente che, nel capoluogo piemontese, a catasto sono presenti 506 mila 262 unità abitative. Più delle famiglie residenti, che sono 447 mila 843. Va ricordato che sono considerate famiglie i gruppi di persone che risiedono sotto lo stesso tetto. Gruppi più o meno numerosi, di dimensioni variabili dalla singola persona a più componenti. Facendo un rapido calcolo, si scopre che ci sono 58 mila 419 case libere, più di una su dieci.
A primo impatto ci si potrebbe chiedere come mai c’è questa differenza tra il numero degli abitanti e quello delle unità abitative. Le spiegazioni sono presto date: la prima è il tasso di natimortalità, la seconda è la progressiva tendenza dei residenti ad abbandonare la città.
Come già avevamo anticipato, alla fine del 2017, gli abitanti erano 884 mila 773. Il calo rispetto al 2016 è stato di 4 mila 188 unità. Le morti hanno superato per l’ennesima volta le nascite (poco più di 6mila nuovi nati e quasi 10mila defunti) e si è rafforzata l’emigrazione. Ad andare via non sono stati solo gli italiani, ma anche numerosi stranieri, che si sono ritrovati a vivere una situazione di disagio.

Le altre sfumature di questi dati

Il rapporto sulle case vuote a Torino possono essere letti anche tenendo in considerazione altri fattori.
I dati potrebbero essere meno gravi se fossero conteggiati nelle rilevazioni anche i trasfertisti e coloro che pagano un affitto in nero. In questo caso, gli alloggi liberi potrebbero essere circa l’8/9%, e non il 10% del totale. Ciò però non rappresenterebbe una grande variazione nel conto totale.
Il conteggio potrebbe invece aggravarsi se fossero inclusi immobili commerciali o quelli che risultano essere adibiti a uso ufficio o per servizi. In tal caso, le 60mila case vuote diventerebbero molte di più.
Insomma, una situazione negativa, che viene tamponata parzialmente dalla ripresa del mercato immobiliare nell’ambito delle compravendite. Un problema al quale bisognerà porre rimedio, poiché i senzatetto e le famiglie in difficoltà sono in costante crescita e avrebbero bisogno di una sistemazione, che magari non possono permettersi economicamente.

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