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Torino, Palazzo Cisterna potrà essere affittato a privati: la decisione presa dalla Città Metropolitana

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Torino, Palazzo Cisterna potrà essere affittato a privati: la decisione presa dalla Città Metropolitana
Torino, Palazzo Cisterna potrà essere affittato a privati: la decisione presa dalla Città Metropolitana

Torino, Palazzo Cisterna potrà essere affittato a privati: la decisione presa dalla Città Metropolitana per ragioni economiche

A Torino, Palazzo Cisterna potrà essere affittato a soggetti ed enti privati.
L’ex sede della Provincia sarà disponibile per eventuali accordi di locazione. Questo perché la Provincia stessa ha traslocato ed è stata trasferita in corso Inghilterra 7, presso la torre Telecom.
Si tratta di una immensa struttura, che vanta una superficie di 7.900 metri quadrati. Di questi, poco più di 2600 metri quadrati sono occupati da zone auliche come gli uffici, i salone e la galleria. A questa superficie si aggiungono le aree esterne, come la corte aulica (che conta ben 630 metri quadrati), il giardino privato, le aree destinate al parcheggio e all’ingresso dei veicoli. Il tutto per un totale di oltre 3500 metri quadrati.
La decisione è stata presa dalla Città Metropolitana per ragioni economiche, nonostante la Circoscrizione 1 avesse fatto esplicita richiesta di eliminare questa soluzione per poter lasciare aperto al pubblico il giardino privato. Il complesso di via Maria Vittoria 12, dunque, potrebbe essere accessibile solo grazie agli eventi organizzati o con il permesso dei futuri gestori.

Gli altri casi simili: il Palazzo della Prefettura e Palazzo Sommariva

A Torino, Palazzo Cisterna è solo l’ultimo dei casi di affitto o vendita di beni pubblici per necessità di natura economica.
Gli ultimi esempi sono il Palazzo della Prefettura e Palazzo Sommariva. Il primo è stato messo all’asta per una cifra altissima: 19 milioni di euro. L’importo per aggiudicarsi Palazzo Sommariva è invece nettamente inferiore. Si parte da una base d’asta di 7,9 milioni di euro, meno della metà del Palazzo della Prefettura. A questo si dovranno aggiungere i costi esclusi, come le migliorie agli interni e agli impianti elettrici e idrici.
Una serie di cessioni che non fanno di certo felici gli appassionati di arte, storia e cultura, e nemmeno i torinesi in generale. La vendita o la concessione in affitto di questi beni è sintomo di grave carenza di risorse economiche, talmente pesante da costringere le istituzioni a mettere sul mercato i propri gioielli.

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