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Falchera, gli orti del Parco dei Laghetti sono pronti per l’assegnazione

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Falchera, gli orti del Parco dei Laghetti sono pronti per l'assegnazione
Falchera, gli orti del Parco dei Laghetti sono pronti per l'assegnazione

Falchera, stanno per essere consegnati gli orti del Parco dei Laghetti: 120 spazi su 135 sono già disponibili

Gli orti del Parco dei Laghetti sono pronti. Mancano ancora alcune procedure burocratiche e diverse migliorie, ma almeno 120 dei 136 spazi verdi coltivabili sono pronti per essere consegnati. Un grande progetto, che ha portato nella Circoscrizione 6 una nuova area di interesse e intrattenimento.
I 136 orti, che misurano mediamente una superficie di 100 metri quadrati, sono suddivisi tra orti di prossimità e orti sociali.
I primi rappresentano il 20% del totale, gli altri constituiscono l’80%, e sono destinate a enti e associazioni no profit.
Poiché le utenze sono a carico del Comune di Torino, cambia solo il canone annuo. Gli orti sociali prevedono infatti una quota di 0,50 euro al metro quadro all’anno, mentre quelli di prossimità richiedono la somma di 2 euro al metro quadro all’anno.
Gli orti saranno assegnati a marzo, mediante un bando pubblico. A questo potranno prendere parte tutti i torinesi, che avranno la possibilità di aggiudicarsi il proprio orto in base a diversi parametri. Tra questi rientrano l’età, il reddito, la residenza e l’assegnazione precedente di altri orti o spazi pubblici. Sarà necessario non essere titolari di altri orti in città.
Occorre ricordare che saranno consegnati solo i primi 120 orti nel primo bando, mentre nel secondo bando saranno assegnati gli altri 16. Della seconda assegnazione, però, non è ancora nota la data.

Gli ostacoli all’operazione

La riqualificazione del quartiere Falchera passa anche dagli orti del Parco dei Laghetti. Un’opera portata avanti negli anni non senza difficoltà.
Le origini di questa operazione nascono molto più di dieci anni fa. Già nel 1999 i rappresentanti della Circoscrizione dell’epoca richiesero a una soluzione simile. Una possibilità resa concreta dall’approvazione del progetto nel 2006 da parte della Regione Piemonte. Il tutto fu però immediatamente bloccato per la mancanza di denaro per finanziare i lavori.
La trasformazione dell’area sembrava doversi risolvere in un nulla di fatto, quando, nel 2012, il Ministero delle Infrastrutture lanciò il “Piano Città“. Una manna dal cielo, che procurò i fondi necessari per realizzare gli orti a Falchera.
Tra il 2014 e il 2015, con la firma degli ultimi atti, sono iniziate le operazioni, che si sono concluse in questi giorni e che hanno richiesto un esborso di 5 milioni e 600mila euro. Una cifra imponente, che ha donato a una zona in difficoltà una nuova speranza da cui ripartire.
(Foto tratta da Stefanoolivari.it)

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