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Ennesimo calo demografico a Torino: popolazione sotto i 900mila abitanti

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Ennesimo calo demografico a Torino nel 2017: popolazione sotto i 900mila abitanti, compensano studenti ed emigrazione dal sud Italia

Nel 2017 si è verificato l’ennesimo calo demografico a Torino.
Secondo l’indagine dellUfficio Statistica e Toponomastica del Comune, il capoluogo piemontese continua ad avere una evidente emorragia di abitanti.
Nel 2017, Torino ha fatto registrare 884mila e 733 residenti. Sono 4mila e 188 in meno rispetto a quelli del 2016. L’anno precedente, infatti, furono registrati 888mila e 821 abitanti.
Il calo demografico a Torino è un trend ormai tristemente consolidato. Dal 2013 in avanti, infatti, la popolazione non ha mai superato le 900mila unità. Proprio nel 2013 ci fu l’ultimo sussulto (905mila e 14 persone), poi il declino. Prima numeri vicini alle 890mila unità, dopodiché ancora peggioramenti.
Un’ulteriore aggravante di questa situazione è rappresentato dal numero dei nuovi nati e dei morti. Un rapporto, come prevedibile, a tutto vantaggio dei decessi. Sono nati, nell’anno appena terminato, 6154 bambini. Circa 600 in meno rispetto al 2016, quando videro la luce 6749 neonati. I dicessi sono stati 9mila 990, circa cento in più rispetto al 2016 (quando furono 9mila 904).
Le uniche note positive sono rappresentate dagli studenti e dall’emigrazione dal sud Italia. Studenti e lavoratori, in arrivo da ogni parte del Paese, generano un giro di 70mila persone. Senza contare la grande capacità attrattiva del Politecnico e dell’Università, vero e proprio traino di questo dato.
Non rappresentano ormai più una cura a questo calo nemmeno gli immigrati stranieri. Costituiscono ancora il 15% della popolazione torinese (sono 132mila e 806, in totale), ma il numero di figli sta diminuendo e sono sempre di più quelli che abbandonano la città. Questo principalmente per cercare opportunità lavorative altrove.
Dunque, Torino vive una fase calante anche per quanto riguarda le nascite. Una lenta e costante diminuzione del numero dei residenti, che presenta un quadro futuro tutt’altro che certo. Occorre una netta inversione di tendenza, che però non può dipendere solo dalla città, ma da tutto il Paese in generale.
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