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Olimpiadi invernali 2026 a Torino? Stoccolma e Innsbruck si fanno da parte

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Olimpiadi invernali 2026 a Torino? Stoccolma e Innsbruck si fanno da parte
Olimpiadi invernali 2026 a Torino? Stoccolma e Innsbruck si fanno da parte

Olimpiadi invernali 2026 a Torino? Stoccolma e Innsbruck si fanno da parte dalla corsa per l’assegnazione dei Giochi Olimpici che si terranno tra otto anni

Le Olimpiadi invernali 2026 a Torino? L’ipotesi, posta così, sembrerebbe tutt’altro che concreta. La nostra città, invece, ha buone possibilità di ospitare la kermesse sportiva.
Innsbruck ha recentemente fatto sapere di non voler più prendere parte alla corsa per la realizzazione dell’evento. A farsi da parte prima della città austriaca ci aveva già pensato Stoccolma. La capitale svedese non ha intenzione di assumersi l’incarico dell’organizzazione della manifestazione.
Diventa dunque attendibile, in quest’ottica, lo scenario che vede il capoluogo piemontese come favorito nella gara per l’aggiudicazione dei giochi.
Si tratterebbe di un remake di quanto accaduto nel 2006. A vent’anni di distanza, potrebbe essere riproposta in città una delle massime attrazioni a livello internazionale. Una eventualità che non dovrebbe spaventare le istituzioni, poiché la città sarebbe in grado di affrontare la situazione con altri mezzi rispetto a 12 anni fa.

Le possibilità di realizzazione dell’evento

La grande manifestazione sportiva, a quanto pare, sembra più che una semplice idea campata in aria.
Le Olimpiadi invernali 2026 a Torino sono infatti richieste a gran voce dai Comuni della Valle Susa. In particolare, il primo ad avviare la mobilitazione è stato il Sindaco di Sauze di Cesana, seguito subito dopo dalla Camera di Commercio. E proprio il presidente della Camera di Commercio, Vincenzo Ilotte, ha già lasciato intendere che il progetto è sostenibile economicamente. Una certezza espressa dopo l’analisi del dossier presentato alla stessa Camera di Commercio.
Ora la palla passa al Comune e alla Regione. Le amministrazioni devono decidere se procedere con la redazione di un progetto, in grado di creare i presupposti per la buona riuscita dell’evento. Nel mentre, Comune e Regione dovranno esaminare lo studio di fattibilità, che dovrà pervenire in tempi brevi. Saranno chiamati ad esprimersi anche i cittadini, che dovranno dare il loro benestare allo svolgimento delle opere.
Di sicuro, si tratta di una opportunità unica, da cogliere al volo. Una possibilità che potrebbe portare ricadute positive su tutto il territorio cittadino e della provincia, visto il grande coinvolgimento di tutta l’area circostante. Nuove infrastrutture dovranno essere disponibili, che potrebbero poi essere riutilizzate dalla cittadinanza. Senza contare la vetrina d’onore riservata a Torino, che potrebbe attirare ancora più turisti, provenienti da ogni parte del mondo.
Insomma, una grande occasione che potrà rappresentare un’ulteriore punto di svolta per Torino.

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