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Torino, le stazioni Dora e Zappata ancora da terminare: per ultimare i lavori servono 50 milioni di euro

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Torino, le stazioni Dora e Zappata devono essere ancora terminate: Palazzo Civico promette l’apertura entro il 2019

A Torino, le stazioni Dora e Zappata rappresentano due delle possibili grandi novità in ambito urbanistico per la città da qui ai prossimi due anni.
Due grandi progetti, avviati da diversi anni, che però non sono ancora stati consegnati. L’attesa è alimentata dalla grande importanza che rivestiranno in futuro queste due stazioni. Due punti cardine del trasporto della Torino che verrà, soprattutto per la posizione in cui si trovano.
La stazione Zappata, infatti, si trova in corso De Nicola, in direzione sud. Una struttura che attende solo le ultime migliorie per essere aperta al pubblico. Stesso discorso per la stazione Dora. Situata in via Beinasco, nella zona nord della città, offrirebbe soluzioni in più dal punto di vista del trasporto personale e commerciale.
Per entrambe, l’Assessora ai Trasporti del Comune di Torino, Maria Lapietra, ha lasciato intendere che l’apertura avverrà entro due anni. Si parla del 2019 come data indicativa per l’avvio delle due strutture alle proprie funzioni.

I fondi necessari per terminare le opere

A Torino, le stazioni Dora e Zappata possono essere ultimate con un ultimo grande sforzo. Alcune indiscrezioni rivelano la necessità di reperire fondi per 50 milioni di euro. Una cifra enorme per le casse comunali, che dovrà necessariamente essere richiesta al Governo centrale di Roma.
Non si tratterebbe nemmeno della prima volta, in questi ultimi mesi. Ultimamente, infatti, l’amministrazione comunale ha ottenuto il via libera per il prolungamento della linea 1 della metro verso Rivoli. Uno stanziamento di oltre 148 milioni di euro, comprensivo di nuovi treni utilizzabili su tutta la linea.
E che dire della metro 2. Anche qui servirà un esborso non indifferente, che tocca il miliardo di euro. Una grande opera a cui dovrà contribuire economicamente il Governo, e che richiederà diversi anni tra progetti, avvio e conclusione dei lavori.
(Foto tratta da Torino Storia)

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