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Le arcate dell’ex Moi messe in sicurezza con 3 milioni di euro: anche il Politecnico pronto a investire

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Le arcate dell’ex Moi non ospiteranno più il polo biomedico: saranno messe in sicurezza con un piano da 3 milioni di euro

Le arcate dell’ex Moi saranno messe in sicurezza a breve.
La notizia arriva direttamente dalla Circoscrizione 8. Una scelta giunta al termine del Consiglio, riunitosi per discutere sulle tematiche legate a quest’area abbandonata totalmente a sé stessa da troppo tempo.
La zona, che versa in una grave situazione di degrado (anche dettata dalla vicinanza con le palazzine occupate dell’ex villaggio olimpico), ha bisogno di interventi rapidi e concreti. Si procederà dunque con la restaurazione delle strutture, che avrà un costo di 3 milioni di euro.
Il denaro necessario per le operazioni sarà reperito con i fondi della Fondazione XX marzo e l’ausilio di Scr, società appaltante della Regione Piemonte. L’assegnazione dei lavori comporterà gli obblighi di mettere in sicurezza l’area, risistemare l’impiantistica e compartimentare l’area interessata.
Con questo cambio di programma, salta dunque il progetto ambizioso del polo biomedico. Una possibilità che avrebbe dato lustro alla zona, alla quale si dovrà rinunciare definitivamente.

L’interesse del Politecnico sulla zona

Con il restauro delle arcate dell’ex Moi, la zona diventerà nuovamente appetibile per i soggetti privati. Le proposte di investimento non mancano, e il Comune si è già detto pronto a valutare tutte le ipotesi.
Tra tutte le iniziative portate avanti, la più concreta, al momento, risulta essere quella del Politecnico di Torino. L’ateneo, infatti, è da tempo in cerca di spazi in cui realizzare nuove aule. Come confermato dal rettore, Marco Gilli, la volontà è quella di investire su questa area per rilanciarla e per garantire più posti agli aspiranti studenti del Poli.
Palazzo Civico, avendo preso atto di questa richiesta, si è dichiarato favorevole all’investimento. Ha però anche fatto notare al Politecnico che le vetrate attualmente presenti, rivolte su via Giordano Bruno, difficilmente potranno ospitare qualcosa di diverso rispetto alle attività commerciali. Il progetto, per quanto utile e coraggioso, dovrà essere attentamente valutato.

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