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La riqualificazione dell’ex Borsa Valori di Torino prende forma: sarà il “palazzo del vino”

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La riqualificazione dell’ex Borsa Valori di Torino inizia prendere forma: a breve diventerà il “palazzo del vino”

La riqualificazione dell’ex Borsa Valori di Torino sta lentamente prendendo forma.
Il complesso, che si affaccia su piazzale Valdo Fusi, attende interventi e riconversioni da oltre vent’anni. Lo stato di abbandono in cui versa dal 1992 ha costretto le amministrazioni comunali che si sono succedute a studiare nuove soluzioni per dare una nuova vita alla struttura.
Al momento, in assenza di un progetto vero e proprio, si sta facendo largo un’ipotesi ampiamente condivisa dal Comune di Torino e dalla Regione Piemonte. Presto, l’ex Borsa Valori potrebbe diventare il “palazzo del vino”. Si parla di una enorme struttura, che sarebbe in grado di ospitare consorzi vitivinicoli, vini piemontesi da degustare, un ristorante, aree didattica, un bookshop e un museo, in cui si dovrebbero tenere mostre temporanee.
Un’idea affascinante, che dovrà essere analizzata e valutata da consulenti competenti in materia. Una sfida interessante, questa, che potrebbe rappresentare un punto di svolta non soltanto per il palazzo in sé, ma anche e soprattutto per Torino. La città della Mole si ritroverebbe tra le mani un gioiello di valore inestimabile, unico in Piemonte e in Italia. Un punto di riferimento, che potrebbe attirare qualcosa come 285mila visitatori all’anno.

I costi di realizzazione e i soggetti incaricati

I dettagli della riqualificazione dell’ex Borsa Valori di Torino potranno essere definiti a partire da settembre 2018, quando verrà pubblicato il bando per l’assegnazione dei lavori. Le condizioni da valutare sono numerose.

Innanzitutto, occorrerà capire se sarà un soggetto privato a farsi carico del costo delle operazioni, e se riuscirà a rientrare del suo esborso. In tal caso, gli enti pubblici potrebbero esclusivamente richiedere l’utilizzo in concessione per circa un centinaio di giorni all’anno.

Se la prima ipotesi non dovesse risultare praticabile, è pronta un’alternativa. La Camera di Commercio e la Regione Piemonte sarebbero disposte a investire 3,5 milioni di euro per ristrutturare l’immobile. A quel punto, i privati dovranno intervenire con un investimento di 1,5 milioni di euro. Quest’ultima cifra servirà per l’allestimento.
Si tratterebbe di un cambiamento epocale per la città. Dal 1951 al 1992, la Borsa Valoriaveva rappresentato un punto di riferimento in ambito economico per il capoluogo piemontese.Ora, le istituzioni cercano di sfruttare l’opportunità di valorizzare le eccellenze locali del nostro territorio.
(Foto tratta da Museo Torino)
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