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Torino, il bike sharing a flusso continuo sarà oggetto di limitazioni: nuove normative in arrivo

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Torino, il bike sharing a flusso continuo sarà oggetto di limitazioni: nuove normative in arrivo
Torino, il bike sharing a flusso continuo sarà oggetto di limitazioni: nuove normative in arrivo

Torino, il bike sharing a flusso continuo sarà oggetto di limitazioni: le compagnie private che operano nel settore si dovranno adattare alle nuove normative

A Torino, il bike sharing a flusso continuo è una bella novità, che ha investito la città al pari di altre grandi metropoli del mondo. Una innovazione che ha poco più di un mese di vita, e che sta portando svariati benefici ai cittadini.
La città della Mole si è vista invasa da migliaia di mezzi a due ruote, che dovranno aumentare gradualmente entro fine anno. Una invasione libera, che consente agli utenti delle compagnie incaricate all’erogazione di utilizzare in qualsiasi modo e momento le bici. Ed è proprio questo il punto che intende affrontare l’amministrazione comunale.
Palazzo Civico, a fronte di numerose segnalazioni, ha preso atto della cattiva gestione dei cittadini. Le bici in questione non vincolano i fruitori a parcheggiarle in determinati luoghi. Così, spesso e volentieri, molti parcheggiano il mezzo nel cortile di casa propria, o lo abbandonano per strada, in mezzo ai marciapiedi, creando fastidi ai pedoni.
E non mancano casi in cui le bici sono state gettate nelle acque del Po. Una pratica più frequente del previsto, che ha fatto scattare l’allarme.
Così, per affrontare meglio la situazione, il Comune sta studiando un piano per delimitare il numero delle biciclette in città. E non solo: alle aziende coinvolte si chiedono maggiori investimenti sul servizio. Su tutti, serviranno nuovi parcheggi appositi e interventi sulle piste ciclabili. Una serie di oneri richiesti per poter operare in maniera ottimale.

La richiesta di limitazione del Comune: non più di 5mila bici in città per ogni compagnia

A Torino, il bike sharing a flusso continuo è offerto solo dalle tre compagnie cinesi Gobee.bike, OBike e Mobike. Le prime volontà del Comune sono già state recepite dai vertici di rappresentanza delle aziende. Ad esempio, si provvederà immediatamente a sostituire i veicoli danneggiati con altri nuovi. Mentre, per quanto riguarda l’aggiunta di rastrelliere o di appositi parcheggi, nulla ancora è stato deciso.
Inoltre, le compagnie dovranno anche astenersi alla volontà del Comune di non superare il tetto massimo delle 5mila bici in città per ogni azienda. Un altro paletto a cui non si sa ancora come le aziende reagiranno, vista la volontà di portare sempre più mezzi nelle nostre strade. Una limitazione necessaria, che tamponerà la situazione.
Ciò che è certo è che urge al più presto una regolamentazione di questa attività, per evitare che si verifichino altri episodi di inciviltà come quelli di questi giorni.
(foto tratta dalla pagina TorinoSostenibile di Facebook)

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