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Il caso dei gatti nel carcere di Torino: le detenute chiedono aiuto ad Almo Nature per salvare i mici

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Emergenza gatti abbandonati, casi in aumento del 40% a Torino
Emergenza gatti abbandonati, casi in aumento del 40% a Torino

Dopo la richiesta di aiuto lanciata dalle detenute, Almo Nature ha deciso di aiutare i gatti nel carcere di Torino donando 9mila pasti solidali

Grande notizia per i gatti nel carcere di Torino e per le detenute che se ne prendono cura.
È dal 2014 che le detenute del carcere Lorusso e Cotugno si battono per salvare i 300 gatti che vivono nella parte esterna del carcere.
Le detenute hanno chiesto aiuto ad Almo Nature, che ha subito accettato di aiutare i gatti nel carcere di Torino donando 9mila pasti solidali.
Inizialmente i gatti all’interno della casa circondariale erano solo una trentina, ma in tre anni i felini sono diventati 300. Ovviamente gli avanzi di cibo delle detenute non sono più sufficienti e l’Enpa non riesce a controllare la situazione.
Così Almo Nature, azienda produttrice di cibo per cani e gatti, attraverso l’Enpa, ha raccolto 9mila pasti solidali tra cibo umido e secco.
Pier Giovanni Capellino, presidente di Almo Nature, ha spiegato la creazione dell’iniziativa Love Food. Si tratta di una campagna che ogni anno mette a disposizione un milione di pasti per aiutare le strutture e le associazioni che si occupano del soccorso e dell’accoglienza degli animali in pericolo.
Queste azioni solidali sono partite dall’Italia, ma si sono subito estese a macchia d’olio in altri paesi europei come la Francia e la Germania.
L’azione Love Food rientra nel progetto “A pet is for life”, un impegno concreto con l’obiettivo di abbattere la piaga dell’abbandono degli animali.
Insomma, le detenute hanno vinto la loro battaglia: per ora, i gatti nel carcere di Torino sono salvi.
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