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Qualità della vita, Torino al 77esimo posto in Italia secondo Il Sole 24 Ore

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Torino: ecco dove baciarsi a San Valentino
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Qualità della vita, Torino al 77esimo posto in Italia secondo Il Sole 24 Ore: perse sette posizioni rispetto al 2016

Per quanto riguarda la qualità della vita, Torino mostra segni di sofferenza: la nostra città si è piazzata al 77esimo posto nella classifica stilata annualmente da Il Sole 24 Ore. Le posizioni perse rispetto al 2016 sono state ben sette: un anno fa eravamo al 70esimo posto.
La 19esima edizione dell’indagine, realizzata dal quotidiano di settore economico in collaborazione con il Dipartimento di statistiche economiche dell’Università La Sapienza di Roma, è impietosa. L’analisi tiene conto di 110 province italiane e prende in considerazione fattori come ricchezza e consumi, lavoro, ambiente e servi, demografia, giustizia e sicurezza e cultura, acquisti online, gap retributivo di genere, spesa in farmaci, consumo di suolo, anni di studio degli over 25 e indice della litigiosità nei tribunali.
Per quanto riguarda gli affari e il lavoro siamo al 50esimo posto. I servizi finanziari ci vedono al 64esimo posto, così come il tempo libero. Bene la salute, con la quale occupiamo la 53esima posizione. Risultati negativi per il disagio sociale (83esima posizione), l’ambiente (96esimo posto) e la criminalità (99esimo posizione). Il miglior risultato viene colto con il tenore di vita, grazie al quale Torino si piazza al 15esimo posto.
Tra le grandi città, risultati nettamente migliori sono stati realizzati da Roma, passata dall’88esimo posto al 67esimo, e da Milano, che risulta essere la migliore tra ricchezza, servizi, depositi bancari e importo minimo delle pensioni. A primeggiare nella graduatoria ci sono Bolzano, Trento e Belluno, seguite periodicamente da località alpine. Segno che, sulle Alpi, la qualità è superiore rispetto al sud Italia, con il quale il diario sembra aumentare ulteriormente rispetto agli scorsi anni. 
Per migliorare la qualità della vita, Torino ha bisogno di adottare misure che portino cambiamenti. In questo senso, occorrerà puntare sulla rivoluzione dei trasporti, sulle grandi opere e sull’incentivo alla nascita e allo sviluppo delle piccole imprese. Quest’ultimo aspetto è però la nota dolente degli ultimi periodi: le start up innovative sono tante, ma sono cresciuti esponenzialmente i centri commerciali. Un punto, questo, su cui bisognerà lavorare. Al contrario, i trasporti saranno incrementati con i prolungamenti della linea 1 della metropolitana (verso piazza Bengasi e verso Rivoli) e con l’inizio della progettazione della linea 2. I segnali positivi e negativi si sovrappongono e non forniscono un quadro chiaro sul futuro della città.


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