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Grattacielo della Regione Piemonte, le imprese chiedono oltre 66 milioni di euro per ultimare i lavori

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Torino Il grattacielo della Regione si blocca: lavori rinviati a fine anno
Torino Il grattacielo della Regione si blocca: lavori rinviati a fine anno

Grattacielo della Regione Piemonte, i lavori sono ancora fermi: le imprese incaricate richiedono altri 66 milioni di euro per proseguire con i lavori

I lavori per la costruzione del Grattacielo della Regione Piemonte sono ancora fermi. La fase di stallo in cui versavano le opere era stata già denunciata tempo fa, tanto che si pensava che l’immenso edificio ubicato sull’area ex Avio sembrava essere abbandonato a sé stesso.
Le numerose segnalazioni dei residenti (e non) hanno fatto emergere la ormai continua assenza di operai e di attrezzature. C’è però da precisare che il palazzo, alto 209 metri e dotato di 41 piani, è quasi completo. Mancherebbero solo alcuni dettagli, non di poco conto, ma che comunque non dovrebbero creare tutti i disagi che si sono presentati. Tra questi, è attesa l’apposizione delle finestre e la sostituzione delle lastre difettose.
Il progetto è stato ideato dall’archistar Massimiliano Fuksas, e affonda le sue radici nel lontano 2001. È già costato 219 milioni di euro e, in più di un’occasione, ha vissuto situazioni di totale immobilismo. Ora, però, un insieme di imprese si sarebbe dovuto occupare della conclusione delle opere. Non sarà sicuramente possibile trasferire i duemila dipendenti nella nuova sede da inizio 2018, ma almeno si tenterà di restringere il più possibile i tempi di attesa.
Per la realizzazione del Grattacielo della RegionePiemonte, però, sorgono ora anche altri problemi, questa volta di natura economica. Le imprese incaricate delle operazioni, trainate dalla cooperativa Cmb, hanno presentato ben dodici riserve all’amministrazione regionale. Una serie di contestazioni che sfociano nella richiesta di altri 66 milioni di euro per il completamento dei lavori.
Una richiesta che ha suscitato non poche polemiche tra i rappresentanti della Regione. Le riserve sono state accettate e dovranno essere esaminate, ma non c’è alcun accordo sulla cifra richiesta. La Regione ha infatti reso nota la sua scarsa disponibilità a mettere sul piatto una somma del genere. Questo perché le riserve sono percepite come eccessivamente onerose, e perché aggiungere 66 milioni di euro significherebbe aumentare il costo di realizzazione di un terzo. Uno scenario inaccettabile per le casse pubbliche.
La decisione dovrà essere presa a breve con una commissione. Quest’ultima sarà composta da tre membri designati, che dovranno rappresentare ognuna delle parti interessate. Seguiranno aggiornamenti, per capire finalmente le tempistiche di realizzazione di questa opera attesa ormai da troppo tempo.

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