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La sospensione della caccia in Piemonte prosegue: stop fino alle fine della stagione

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La Regione ha deciso: la sospensione della caccia in Piemonte prosegue, stop alle attività dei cacciatori sarà valido fino alla fine della stagione venatoria

La sospensione della caccia in Piemonte sarà ancora valida. La Regione aveva disposto lo stop di qualsiasi attività dei cacciatori in numerosi comuni delle province di Cuneo e Torino già in precedenza, quando si decise di porre il blocco fino alle fine di novembre. Le due province sono infatti quelle più danneggiate dagli effetti degli incendi. Una scelta non casuale.
Le devastazioni dei roghi dello scorso mese hanno raso al suolo circa 538mila ettari di terreno. Una catastrofe che ha avuto ripercussioni a che sulla fauna. Tantissimi animali sono scappati per mettersi in salvo. Nel tentativo di sfuggire alle fiamme, però, pare che molti di essi si siano imbattuti nella brutalità di diversi cacciatori. Questi ultimi hanno approfittato della situazione per portare a casa prede a volontà. Uno scenario che ha spinto la Regione ad adottare rapidamente delle contromisure efficaci.
Il blocco della caccia è stato valido fino al 10 novembre per i comparti alpini TO2 (Alta Valsusa), TO4 (Valli di Lanzo), e degli ambiti territoriali di caccia TO1 (Eporediese), TO2 (Basso canavese) TO3 (Pinerolese).
Al contrario, in altre zone vigeva un divieto fino al 30 novembre. Divieto rivisto e prolungato fino alla fine della stagione venatoria. L’amministrazione regionale ha imposto la direttiva per i comparti Alpini TO1 (Valli Pellice, Chisone e Germanasca), TO3 (Bassa Valsusa e Val Sangone), TO5 (valle Orco, Soana e Chiusella), CN2 (Valle Varaita) CN4 (Valle Stura). I comuni interessati sono Bussoleno, Caprie, Cumiana, Giaveno, Locana, Mompantero, Novalesa, Persero, Ribordone, Roure, Rubiana, Susa, Vistrorio, Sparone, Rueglio, Traversella, Pramollo, Chianocco, Frossasco, Venaus e Cantalupa.
La sospensione della caccia in Piemonte rappresenta un serio danno per i circa 6200 cacciatori piemontesi. Una notizia pessima, che si somma ad altre gravi novità. Alcune stime hanno evidenziato come, per almeno dieci anni, in alcune zone non sarà possibile cacciare. Un periodo enorme, necessario per poter piantare nuovi alberi e per rendere di nuovo gli ambienti accoglienti alcuni boschi.
Un ultimo aggiornamento arriva dalla caccia agli animali dannosi. Le specie nocive per l’ambiente, tra le quali rientrano anche i cinghiali, non sono state ancora prese in esame dalla Regione. Nessuna ordinanza è ancora stata emessa, e molti agricoltori sono preoccupati per il prosieguo della stagione.

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