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Metropolitana di Torino, la fermata Bengasi servirà per riscaldare le case

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Progetti per la metropolitana di Torino, non solo prolungamenti: spazio anche al teleriscaldamento con le sperimentazioni sulla fermata Bengasi

I progetti per la metropolitana di Torino sono davvero interessanti.
Le prime migliorie derivano dal prolungamento della linea 1, che è stata estesa verso sud con le fermate Bengasi e Italia ’61. A breve, l’estensione avverrà anche con le fermate nei pressi del Villaggio Leumann e di Cascine Vica.
Inoltre, a breve sarà avviata la progettazione della linea 2 della metropolitana, dopo che l’azienda incaricata ha superato gli ultimi problemi con il ricorso al TAR.
Ora, però, sono pronti altri interessanti progetti per la metropolitana di Torino. La fermata di piazza Bengasi, infatti potrebbe essere utilizzata per sperimentare nuove forme di produzione dell’energia. Nello specifico, la superficie della metropolitana potrebbe fare da tramite tra la gli edifici soprastanti e la parte sotterranea per l’interscambio di calore. In che modo? Con particolari macchinari montati all’interno delle pareti della metro.
Un’iniziativa ambiziosa, già in fase sperimentale da circa un anno. Una innovazione da non sottovalutare, che potrebbe portare calore negli edifici in inverno, poiché la temperatura sotterranea in metro è di 14 gradi. In estate dovrebbe invece succedere il contrario. Il tutto sarebbe possibile sfruttando il fenomeno della geotermia. Si avrebbe dunque un esempio di teleriscaldamento con utilizzi limitati di risorse naturali ed economiche.
Una sfida interessante, della quale sarà protagonista il Politecnico di Torino. L’ateneo più prestigioso della città si cimenterà nell’applicazione del brevetto, che prende il nome di Enertun. Un’affascinante progetto che il Poli intende trasformare in realtà.

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