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Sciopero Gtt, il 10 novembre un altro venerdì a piedi

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Venerdì 10 novembre, è previsto un altro sciopero Gtt.

A seguito dello sciopero di 4 ore tenutosi due settimane fa venerdì 27 ottobre, il Gruppo Torinese Trasporti si prepara a lasciare a piedi ancora una volta la cittadinanza nella giornata di domani.

Lo sciopero è stato indetto dall’organizzazione sindacale USB (Unione Sindacale di Base) e riguarderà tutti i mezzi pubblici urbani, nonché i trasporti ferroviari e aerei in tutta Italia, con diverse modalità nelle varie città coinvolte.

Per la nostra città si sono unite all’USB anche la Confederazione Cobas e Cib Unicobas.

A Torino è confermato lo stop di 24 ore, con le consuete fasce protette:

  • 6.00-9.00 e 12.00-15.00 per i mezzi urbani e suburbani (metropolitana compresa)
  • da inizio servizio alle 8.00 e dalle 14.30 alle 17.30 per le autolinee extraurbane e per Sfm1 Pont Riavolo Chieri e per la sfmA Torino Aeroporto Ceres.

 

Le ragioni dello sciopero sono rintracciabili nella protesta contro le politiche economiche e sociali governative, a cominciare dalla Legge di Stabilità.

Come sempre l’obiettivo è quello di spingere al reinvestimento nei servizi pubblici e gratuiti senza prendere la strada della privatizzazione.

Ma cosa ne pensano i cittadini di questa situazione?

Come era prevedibile a fronte dell’ennesima giornata di disagi, in una città che ha anche subito nei giorni scorsi anche il blocco delle automobili, le polemiche non sono mancate e ancora una volta molte sono passate tramite i social network (specialmente Facebook).

La pagina Gtt è stata ovviamente presa di mira con commenti e recensioni negative. Sempre meno utenti sono portati a “difendere” le motivazioni dei lavoratori, accusati anche di scegliere sempre la giornata del venerdì o comunque un pre-festivo.

Indubbiamente il diritto allo sciopero rimane sacro e inviolabile, ma c’é da chiedersi, che ne è del diritto di viaggiare dei passeggeri abbonati e dei lavoratori?

In attesa che si trovi un giusto equilibrio tra le necessità e il volere di tutti, domani Torino si prepara a girare a piedi e in auto (con buona pace dell’inquinamento).

Francesca Palumbo

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