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Cultura, in Piemonte dati contrastanti per il settore: resistono solo cinema e musei

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Viaggio alla scoperta di uno dei musei più affascinanti: il Museo Egizio di Torino

Cultura, in Piemonte dati contrastanti per il settore: resistono solo cinema e musei, ma calano i partecipanti alle attività culturali

La cultura, in Piemonte, rappresenta ormai da qualche anno uno dei punti di riferimento dell’economia locale. La riconversione della regione dalla sua vocazione industriale a turistica e culturale è stata sempre più incoraggiata negli ultimi anni.
I dati raccolti presentati dal “Rapporto Annuale dell’Osservatorio Culturale del Piemonte” mostrano come la cultura, in Piemonte, stia avendo un andamento abbastanza positivo. Non mancano però i punti su cui lavorare, date le numerose contraddizioni che il settore si trova ad affrontare.
Le imprese che operano in questo ambito sono oltre 21mila. Costituiscono il 4,8% del totale nella nostra regione, e danno lavoro a oltre 81mila persone. Il valore aggiunto ammonta a 5 miliardi. In questo senso, ci sono stati buoni passi in avanti. Gli occupati sono aumentati dell’1,5% e il valore aggiunto dell’1,9%.
I musei fanno registrare una crescita delle visite dell’8,6%. Un aumento dovuto a più fattori. Da un lato la grande richiesta di tessere Abbonamento Musei (10mila vendite in più) e di Torino+Piemonte Card (48mila tesserati). Dall’altro i numeri impressionanti di Museo Egizio e Reggia di Venaria, veri e propri motori del settore. Arrancano invece la GAM (-33%, complice la perdita della mostra di Monet) e il Museo della Montagna (-20,7%).
Il cinema resiste con il 50% dei piemontesi che hanno visto almeno una pellicola presso un multisala. Oltre 7 milioni e 900mila biglietti venduti, che hanno prodotto incassi per circa 49 milioni di euro. Gli aumenti del 2016, però, si scontreranno con i cali previsti per il 2017.
Male la salute del settore dei concerti. I grandi artisti in arrivo nella nostra regione sono stati meno rispetto al 2015. La naturale conseguenza è il calo di partecipazioni e incassi, rispettivamente del 14,9% e del 35,5%. Situazione opposta per il teatro, che ha fatto registrare un bel +20,5% sugli incassi e un +3,7% sulle partecipazioni. Infine, le biblioteche hanno mostrato segni di stabilità, con 2,2 milioni di prestiti e 1,7 milioni di presenze.
Il dato a cui si deve però guardare con maggiore preoccupazione è quello della partecipazione dei piemontesi agli eventi culturali. Secondo il Rapporto, nell’ultimo anno, il 14,6% dei cittadini non ha preso parte a nessuna attività. Non ha letto nessun libro, non ha visto nessun film al cinema e non ha visitato nemmeno un museo. Un dato poco edificante, che trova spiegazione nel distacco dei piemontesi dalla cultura a causa della crisi, che ha ridotto le risorse economiche e, di conseguenza, le possibilità di godere di questi eventi. Un’altra spiegazione plausibile è la migrazione dell’interesse dei piemontesi verso altri interessi.
Insomma, un quadro che presenta più di una contraddizione, e che deve spingere le istituzioni a lavorare sulle note dolenti. Occorre ripartire da quanto c’è di buono ed evitare che gli eventi principali vengano cancellati e spostati.
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