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Torino, ristoranti e alberghi lanciano l’allarme: meno eventi portano meno incassi

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Torino, il 92% degli alberghi è pieno a Capodanno: bene anche i consumi
Torino, il 92% degli alberghi è pieno a Capodanno: bene anche i consumi

Torino, ristoranti e alberghi si lamentano: una attività su due è preoccupata per le continue eliminazioni di eventi

A Torino, ristoranti e alberghi lanciano l’allarme per i loro incassi. Gli eventi cancellati stanno incidendo negativamente sul settore alberghiero, almeno stando a quanto si percepisce dai titolari delle attività.
Le indagini portate avanti da Ascom Confcommercio e Format Research sono state tramutate in dati. Dati che parlano chiaro: circa un operatore su due (il 44%, per la precisione) ritiene che l’eliminazione degli eventi in programma incida negativamente sugli incassi. Numeri simili (54% degli intervistati) anche tra coloro che pensano che gli eventi vengano gestiti male dal punto di vista della sicurezza. Il 76%, invece, pensa direttamente che incassi e manifestazioni siano direttamente collegati, e che la mancanza delle seconde condiziona inevitabilmente i primi.
A pesare su questo periodo di negatività ci sono le soppressioni di diverse kermesse. Basti pensare che, solo quest’anno, i torinesi si sono visti privati di Cioccolatò (che, adesso, sembra essere rimesso in discussione da Craun&Crest), Torino Jazz Festival (e del correlato Fringe), Torino Classical Music, Street Food Parade, Summer Festival, Street Games e della Mostra di Manet. Quest’ultima è poi finita a Milano, che ha rischiato addirittura di soffiare al capoluogo piemontese il Salone del Libro. Fortunatamente, SalTo ha fatto registrare un successo tale da allontanare qualsiasi spauracchio.
In cambio, in città sono arrivati nuovi eventi come il Festival del Lavoro, Narrazioni Festival, Torino Design of the City, Portici Divini e Vendemmia a Torino. Una piccola consolazione per le perdite precedenti.
A Torino, ristoranti e alberghi sembrano godere però di ottima salute, nonostante questo scenario. La fiducia nel settore è cresciuta gradualmente negli ultimi anni. A testimonianza di questo ci sono i dati sulla grande propensione all’apertura, a Torino e nel Piemonte in generale, di attività alberghiere ed enogastronomiche. L’unica pecca è riscontrabile nel tasso di natimortalità delle imprese. Negli ultimi mesi, le aperture sono state 109 e le chiusure 114.
Nonostante qualche piccolo problema, il numero dei turisti in città ha avuto un incremento del 4,4% rispetto allo scorso anno. I tassi di occupazione delle camere degli alberghi risultano sempre oscillare tra il 70 e l’80%. Segno che la nostra città, nonostante i tagli, sa ancora attirare grandi quantità di turisti da tutta Italia e dall’estero.
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