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Piemonte, il turismo è l’unico settore in crescita: male lo shopping e le aziende

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Turismo, Torino tra le 10 località imperdibili per i francesi
Turismo, Torino tra le 10 località imperdibili per i francesi

Piemonte, il turismo è l’unico settore che mostra segnali di crescita: male le aziende, in calo negli ultimi anni

In Piemonte, il turismo pare essere una delle poche note positive di questo difficile periodo di crisi economica. Una condizione ormai scontata, dato che, tutti i giorni, ci troviamo a raccontare la buona salute di cui gode il settore turistico nella nostra regione.
Come reso noto da Confcommercio e Confturismo, i risultati sono più che rassicuranti. Nel 2016 si sono verificate 14 milioni di presenze (+2,41% rispetto al 2015), mentre gli arrivi sono stati 4 milioni (+2,67% rispetto allo scorso anno).
I dati che mostrano questa crescita, però, riguardano soprattutto le strutture collegate a questo comparto. Tra il 2009 e il 2017 sono stati aperti 143 nuovi alberghi, che hanno fatto registrare una variazione positiva del 7,63%. Bene anche i ristoranti. Sono 1625 quelli nuovi: il 7,34% in più rispetto a otto anni fa.
Se però, in Piemonte, il turismo regala ottime notizie, non si può dire lo stesso di altri settori. Ad esempio, il tasso di natimortalità delle imprese è tutt’altro che positivo. Sempre nel periodo 2009-2017, in Piemonte il saldo è in negativo di oltre 31mila aziende. Una perdita di oltre il 7% di attività.

Torino, lo shopping tra alti e bassi: buona valutazione, ma si parla poco l’inglese

Se si va nello specifico, i dati pubblicati sono contrastanti anche per Torino. La città della Mole, infatti, ha un indice di gradimento molto elevato. I turisti, però, la classificano come ottima città culturale e storica, ma non come città commerciale.
Infatti, anche se la valutazione generale sulla qualità dello shopping torinese è complessivamente positiva (la media voto è 7,23), le contraddizioni non mancano. Nei negozi, infatti, il personale risulta avere scarse competenze nelle lingue straniere, in particolare nella lingua inglese. Una pecca che non aiuta la crescita del giro d’affari e che può limitare Torino a città poco internazionale, almeno da questo punto di vista. Occorre rimediare, per permettere anche al settore dello shopping di essere al passo con la crescita del turismo.
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