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Rapporto Rota: Torino, la crisi ha portato la città a livelli da Sud Italia

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Turismo, a Torino i visitatori sono aumentati del 10% rispetto allo scorso anno
Turismo, a Torino i visitatori sono aumentati del 10% rispetto allo scorso anno

Bruttissime notizie e constatazioni arrivano dal Rapporto Rota: Torino risulta essere rimasta ai livelli del Sud Italia con la crisi odierna

Bruttissime notizie e constatazioni arrivano dal Rapporto Rota: Torino risulta essere rimasta impantanata nella crisi, con dati a dir poco raccapriccianti.
Secondo le rilevazioni del Centro Einaudi, il capoluogo piemontese pare non essere ancora riuscito a scrollarsi di dosso le conseguenze del recente e attuale periodo di depressione economica. Al contrario di altre metropoli del centro e del nord Italia, la città della Mole non sembra essere in grado di riavviare concretamente e completamente una solida ripresa.
I miglioramenti più vistosi sono stati quelli di Milano, Roma, Firenze e Bologna. Tutte città che hanno saputo resistere e risollevarsi, nonostante gli strascichi della crisi. Solo Genova fa compagnia alla nostra città in questo triste quadro.
Badando al concreto, si nota che Torino è una delle città con meno giovani in Italia.
Giovani che abbandonano la scuola precocemente, oppure giovani che sempre di meno scelgono percorsi di laurea. Percorsi che spesso vengono allungati in termini di tempo, che vengono abbandonati o che, se vengono completati, non producono laureati di primissima qualità.
Senza contare che la disoccupazione giovanile, nonostante ci sia un numero di ragazzi relativamente ridotto, è comunque ai livelli del Mezzogiorno d’Italia. Un dato allarmante, che si riflette nell’esclusione di sempre più soggetti under 35.
Le uniche note positive, secondo il Rapporto Rota, sono la crescita dei settori del turismo, dei servizi alla persona, delle esportazioni e della tecnologia. Ricerca e innovazione sono la consolazione della città. Come risaputo, però, tutti questi comparti non possono elevare Torino ai livelli degli anni Sessanta o Ottanta. Ultima nota negativa: l’imprenditoria. Torino è la penultima città italiana per saldo positivo nella natimortalità delle imprese. È inoltre penultima nella presenza di società di capitali presenti in città. Segno che l’impresa privata, a Torino, sembra essere un elemento sempre più in difficoltà.
Dunque, pessime notizie arrivano dal Rapporto Rota: Torino ha immediatamente bisogno di ridisegnare le sue strategie per riprendersi. Molte delle colpe sono addossate alle amministrazioni comunali che si sono succedute negli ultimi dieci o quindici anni. Questo perché le giunte che hanno amministrato la città pare abbiano avuto una visione miope di come Torino potesse affrontare e superare la crisi. Ad aggravare la situazione ci ha pensato una “retorica autocelebrativa e anestetizzante”. Un’espressione, questa, usata spesso nel Rapporto Rota, per indicare come le problematiche concrete siano state offuscate (o quantomeno coperte) dal turismo e da grandi eventi come le Olimpiadi del 2006 o dal Salone del Libro. Urge invertire rotta, il più presto possibile.
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