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“Vedo la gente morta”: a Torino il funzionario di banca che vedeva le anime

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"Vedo la gente morta": a Torino il funzionario di banca che vedeva le anime

A Torino Giorgio Pontiglio vedeva le anime dei defunti vicino alle persone con cui parlava; in alcuni casi persino al telefono.

Il Pontiglio era quello che oggi verrebbe definito un italiano medio, senza lode ne infamia. Un uomo dedito al lavoro, che in giovane età fu costretto a diventare ragioniere dalla famiglia. Una vita normale che però ad un tratto venne sconvolta, quando il torinese scoprì che poteva vedere i morti. Non morti qualunque, bensì i cari scomparsi della gente che vedeva. Ad allarmarsi fu proprio Pontiglio che in un primo momento corse da uno psichiatra per capire se era il caso di intervenire.

“Lo psichiatra mi fece molte domande; mi visitò e poi mi disse che ero sanissimo ma che mi riusciva di vedere cose che gli altri non potevano vedere”. Insomma, nulla di fatto.

Le visioni capitavano ovunque, in chiesa, per strada, ed erano strane, solitamente dei busti in bianco e nero. E quasi sempre riusciva a strappare particolari che solo i cari che avevano pianto il morto potevano conoscere. Un caso emblematico fu il bambino di sette anni che descrisse ad una coppia mentre faceva una smorfietta; la coppia confermò quanto descritto da Pontiglio, quello era il figlio venuto a mancare.

Tra gli altri il funzionario di banca diceva di dialogare con la fondatrice dell’Istituto Missionarie della Passione di Gesù, madre Maria Margherita Lazzari, e con altri preti defunti. È ovvio, certe cose non si possono spiegare, e le apparizioni che aveva a Torino Giorgio Pontiglio tra le strade di Torino sono una di queste.

@Damiano Grilli

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