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Torino, la città è in piena emergenza zanzare

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È emergenza zanzare a Torino. La specie tipica delle risaie sta assediando la città: sono aumentate del 400% rispetto al 2016

Torino è in emergenza zanzare.
Da circa due settimane gran parte della provincia di Torino e in altre aree del Piemonte sono sotto l’assedio delle zanzare. Non si tratta della famosa zanzara tigre né della comune zanzara culex, ma della zanzara di risaia. Le zanzare si stanno moltiplicando sempre di più, e nonostante la specie di questi insetti sia tipica delle risaie, l’invasione ha raggiunto anche Torino. Le zone maggiormente colpito sono il quartiere Barriera di Milano e i Comuni limitrofi, da Settimo a San Mauro. L’impennata del numero di zanzare in Piemonte ha registrato i suoi picchi massimi nelle province di Asti e Biella.
Torino è stata ugualmente raggiunta da queste zanzare di risaia perché le coltivazioni si trovano a circa 20 chilometri di distanza dal centro cittadino. Inoltre, questi insetti sono in grado di spostarsi per molti chilometri dalle risaie. A questo va aggiunto il fatto che le risaie, da anni, non vengono più bonificate adeguatamente contro gli insetti. In aggiunta, le alte temperature che hanno accompagnato giugno e luglio non migliorano la situazione.
Pochi giorni fa, l’Istituto Per Le Piante Da Legno E L’ambiente (IPLA) ha presentato dei dati che dimostrano, che, rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso, nelle ultime tre settimane, il numero di zanzare è aumentato del 400%. I picchi sono stati registrati nell’Astigiano, nel Biellese e nella zona a nord di Torino.
Fortunamente questa particolare zanzara non veicola malattie, come ha sottolineato Igor Boni, il presidente dell’Ipla. 
La zanzara di risaia, la Ochlerotatuscaspius, non è una novità a Torino, ma negli ultimi anni la quantità di insetti è cresciuta in maniera esponenziale.
Fino al 2014, le risaie del torinese, dell’alessandrino e un quinto del nucleo risicolo del Piemonte orientale, erano inserite in un programma unitario di lotta alle zanzare. Infatti, i trattamenti riuscivano a garantire una generale riduzione del fenomeno. Oggi però, a causa della mancanza di risorse, non è possibile portare avanti il progetto di contrasto alle zanzare di risaia. L’Ipla, infatti, è costretta a farsi anticipare i fondi dalle banche. I risultati di questo mancato intervento si vedono, dato che negli ultimi due anni c’è stato un forte incremento del numero di zanzare. Il problema è che questa specie di zanzara si diffonde quando il sole è calato, ma le temperature sono ancora alte. Solitamente queste condizioni ideali si presentano per un paio d’ore tutte le sere di giugno, luglio e agosto. Quando fa molto caldo, come sta accadendo quest’estate, le condizioni ideali persistono quasi per tutta la notte favorendo la diffusione di questi fastidiosi insetti.
La soluzione sta nel riprendere seriamente i trattamenti nelle risaie, abbandonando gli interventi parziali e superficiali effettuati tra aprile e maggio con il Diflubenzuron, un prodotto chimico con un basso impatto sull’ambiente. Questo tipo di interventi ha interessato un piccola parte delle coltivazioni. Per aumentare le superfici bonificate bisognerebbe ricorrere al Bacillus Thurigiensis sparso con gli elicotteri. Questo disinfestante ha il vantaggio di eliminare le larve prima ancora che si riproducano, ma il ricorso agli elicotteri o agli aerei ultraleggeri implica costi quasi proibitivi. Per questo motivo, a fine luglio, Ipla testerà dei droni, più economici rispetti agli elicotteri.
La prossima settimana la Regione stanzierà 1,6 milioni per il piano di contrasto alle zanzare destinato alle città e alle risaie. Solo per i trattamenti nelle coltivazioni servirebbero circa 3 milioni.
Dunque, i fondi non ricopriranno in toto gli interventi e intanto l’emergenza zanzare continua.

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